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Apparterrebbe a un uomo lo scheletro ritrovato all’interno di un casolare abbandonato in località Maria Pia, ad Alghero, nei giorni scorsi. Sul posto, dopo la segnalazione, sono intervenuti i carabinieri e un medico legale per effettuare i primi accertamenti sul motivo del decesso, che sarebbe riconducibile a cause naturali.
Resta da chiarire l'identità dell'uomo e, a tal proposito, gli inquirenti stanno lavorando per incrociare i dati di tutte le persone scomparse nel territorio e non solo. Non è chiaro da quanto tempo il corpo si trovasse dentro l'edificio, accessibile anche agli animali selvatici.
Negli ultimi anni il territorio algherese è stato interessato da diversi casi di scomparsa, alcuni risoltisi felicemente, altri tragicamente, altri ancora tristemente irrisolti.
ANCORA MISTERO SULLA SCOMPARSA DI GIOVANNA CILLA
Il 3 agosto 2021 scomparve da Alghero Giovanna Cilla, la maestra di 68 anni di cui non si è ancora trovata traccia a distanza di quattro anni e mezzo. I familiari della donna, una volta appresa la notizia del ritrovamento dello scheletro, hanno subito contattato gli inquirenti per avere aggiornamenti, ma la natura maschile dei resti esclude l'ipotesi che possa trattarsi della donna.
Giovanna Cilla, originaria di Benetutti ma residente a Sassari, stava trascorrendo alcuni giorni ad Alghero in una casa di via Liguria. Attorno alle 11 del mattino di quel 3 agosto decise di uscire per fare una passeggiata. "Aspetta, vengo con te", le disse il marito, ma la donna si incamminò in solitaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo essere uscita si diresse verso viale Tore Burruni incamminandosi poi verso Fertilia. La telecamera di videosorveglianza posizionata tra il Camping Laguna Blu e il Palazzo dei Congressi la immortalarono intorno alle 12:15. Alle 12:30 era a Fertilia, dove venne vista da una vicina che però lo riferì alla famiglia solo intorno alle 17.
La signora continuò a camminare fino ad arrivare in via Monte Palmavera. Lì la telecamera di una casa privata la riprese alle ore 13. È questo l’ultimo avvistamento certo. Un ciclista, poi, disse di aver visto Giovanna tra le ore 20 e le 20:30 seduta su una pietra vicino alla pista ciclabile che porta alla spiaggia delle Bombarde. Poi il buio.
Il figlio Claudio, intervistato da Cristina Tangianu nella prima puntata della trasmissione di Sardegna Live "Scomparsi in Sardegna", ricostruì nel dettaglio la vicenda lanciando un disperato appello.
ANTONIETTA CANU: TROVATA MORTA IN UN CAMPO
Si risolse dopo meno di due mesi il giallo della scomparsa di Antonietta Canu, la 71enne algherese sparita nel nulla il 13 luglio 2021. Il suo corpo senza vita venne ritrovato il 4 settembre nelle campagne di Maristella, poco distante da dove abitava con la famiglia.
Il cadavere si presentava in avanzato stato di decomposizione, adagiato in un terreno incolto facilmente accessibile in quanto non recintato, poco distante dalla strada provinciale che collega la borgata di Maristella ad Alghero. A un primo esame non erano emersi segni di violenza, ma il medico legale incaricato dell'autopsia aveva individuato sul corpo della donna alcuni elementi sospetti. Le indagini, però, non sono mai arrivate a una svolta.
SPERANZA PONTI: UCCISA E ABBANDONATA
Quella di Speranza Ponti è forse la storia che più di tutte ha colpito la comunità algherese in tempi recenti. La 49enne di Sassari era tornata a vivere ad Alghero, ospite del compagno Massimiliano Farci, 55 anni, dopo due matrimoni falliti alle spalle e una vita vissuta a Genova.
L'uomo, originario di Assemini, era titolare di una pizzeria dove la stessa donna lavorava. Speranza scomparve nel nulla il 5 dicembre 2019. Farci raccontò alla famiglia che la donna aveva deciso di mettere fine alla relazione lasciando la casa per raggiungere Barcellona. Sui profili social di Speranza Ponti, nei giorni successivi, comparvero post che sembravano confermare il racconto del compagno. La sorella della donna ricevette alcuni messaggi dal numero della stessa che confermavano l'intenzione di trascorrere un periodo in Spagna.
Le comunicazioni si interruppero presto, così la famiglia sporse denuncia per la scomparsa. I carabinieri raggiunsero Massimiliano Farci e, rinvenendo il cellulare di Speranza nella pizzeria di sua proprietà, lo arrestarono sottoponendolo a un lungo interrogatorio. Il 31 gennaio 2020, finalmente, fornì agli inquirenti le indicazioni per rinvenire il cadavere della donna, abbandonato nelle campagne in località Monte Carru.
La Corte d’Assise di Sassari condannò Farci all’ergastolo, con 18 mesi di isolamento diurno. La Corte d’Appello, nel febbraio 2024, confermò la condanna in secondo grado, conferma arrivata anche in Cassazione nell'ottobre 2024. Secondo quanto emerso in fase processuale, i moventi dell’omicidio sarebbero stati economico (possibili timori di perdere denaro depositato da Speranza) e passionale, legato alla ripresa dei contatti della vittima con l’ex marito.




