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Arrivano le dichiarazioni di Keinan Davis dopo l'episodio che nel finale di gara ha scosso Cagliari-Udinese questo pomeriggio, quando l'attaccante dei friulani si è infuriato con Alberto Dossena, difensore del Cagliari.
Davis nelle sue storie Instagram ha puntato il dito proprio su Dossena, condividendo un post del difensore e scrivendo: "Questo codardo razzista mi ha chiamato scimmia oggi durante la partita. Spero che la Lega Serie A intervenga, ma vedremo".
Dure parole erano arrivate anche da Karlstrom, capitano dell'Udinese, che nel post partita ha detto: "Nel 2026 ancora questi episodi, non ho parole". La stessa società friulana è uscita con un comunicato: "Massima solidarietà e pieno supporto a Keinan Davis oggetto di vergognosi insulti razzisti da parte di un calciatore della squadra avversaria". Pisacane, invece, dopo aver avuto un colloquio con lo stesso Dossena ha affermato: "Mi ha detto che non ha fatto niente, è un ragazzo con valori e gli credo".
La risposta di Dossena: "Accusa infamante"
Anche il difensore dei Cagliari si affida ai social per fornire la sua versione: "Essere accusato di razzismo mi rattrista e ferisce. E' un'accusa molto pesante, mai mi passerebbe per la testa di rivolgermi ad un'altra persona, un collega, con un insulto di questo tipo. E' la prima volta che mi capita una situazione del genere nella quale mi devo difendere da un'accusa infamante. Un comportamento del genere è quanto di più lontano dalla mia cultura ed educazione".
Cagliari: "Episodio che non trova riscontro"
Con una nota è intervenuta sulla vicenda anche la società sarda: "Cagliari Calcio apprende con sorpresa e profondo disappunto il comunicato diffuso da Udinese Calcio al termine della gara odierna. Il Club ribadisce con assoluta fermezza che i propri valori, la propria storia e la propria cultura sportiva non lasciano spazio ad alcuna forma di discriminazione, razzismo o violenza, sia essa verbale o fisica. Ogni comportamento contrario al rispetto della persona e ai principi dello sport merita sempre la più netta condanna. Quanto accaduto in campo è stato chiarito a fine gara nel pieno rispetto della verità dei fatti non avendo il presunto episodio trovato alcun riscontro obiettivo".




