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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge in materia di scuola che comprende, tra l'altro, il tetto agli alunni stranieri nelle classi e il divieto di indossare burqa e niqab.
“Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti le stesse opportunità”, ha commentato sui social la premier Giorgia Meloni, rivendicando un modello scolastico “che sostiene chi ha più difficoltà senza rinunciare al rispetto delle regole”.
Il fulcro del provvedimento, in vigore a regime dall'anno scolastico 2027/2028, è la trasformazione in norma cogente del tetto massimo del 30% per gli alunni stranieri nelle classi prime, finora regolato solo da circolari ministeriali. Il vincolo si applica ai bambini non nati in Italia o senza almeno due anni di scuola dell'infanzia (per la primaria) e agli studenti che non abbiano completato tre anni regolari di studi nel sistema nazionale (per medie e superiori). Qualora si verifichino sforamenti — oggi stimati dal ministro Giuseppe Valditara in circa 34 mila classi —, gli uffici territoriali coordineranno la redistribuzione degli iscritti verso istituti di prossimità. Per le scuole in oggettiva impossibilità di rispettare il tetto, il testo stanzia un fondo dedicato da 17,5 milioni (3,4 milioni nel 2027 e oltre 14,1 milioni annui dal 2028) per corsi extracurricolari di potenziamento dell'italiano, attuabili anche tramite docenti aggiuntivi, intese con i Cpia e il Terzo settore.
La riforma chiama in causa direttamente i nuclei familiari: in presenza di gravi deficit linguistici dello studente, la scuola segnalerà il caso ai servizi sociali per attivare corsi gratuiti di italiano per i genitori presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (con target di livello A2). In caso di ingiustificato rifiuto scatteranno sanzioni pecuniarie da 200 a mille euro e, nei casi più gravi di manifesto pregiudizio per il minore, la bozza contempla il ricorso alle misure di collocamento fuori famiglia previste dalla legge 216/1991. Sul fronte della sicurezza e del decoro scolastico, entra in vigore il divieto assoluto di presentarsi a lezioni, attività ed esami, nonché ai colloqui scuola-famiglia, con il volto coperto da burqa, niqab o indumenti equivalenti (sanzioni da 200 a mille euro a carico di famiglie o studenti).
Completano il decreto la trasformazione nominale degli istituti tecnici in «licei tecnologici» e dei professionali in «licei professionali» (con uno stanziamento di 30 milioni nel biennio legato al Pnrr), l'introduzione facoltativa di un'ora settimanale di latino a partire dalla seconda media dal 2027/2028 (33 ore annue affidate alla classe di concorso A-12) e lo stanziamento di 14 milioni per la digitalizzazione e l'armonizzazione delle piattaforme amministrative del sistema Sidi.





