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Un Piano straordinario di assunzioni per rafforzare il servizio sanitario regionale della Sardegna: 1.000 infermieri e 500 medici da reclutare a tempo indeterminato attraverso concorsi e procedure di mobilità a carattere extraregionale. È il cuore della delibera approvata dalla giunta regionale e che prevede che Ares attivi le procedure di reclutamento a tempo indeterminato. Per i medici saranno considerate anche le discipline equipollenti e affini.
Inoltre viene attivata una misura complementare e temporanea per fronteggiare le situazioni di maggiore urgenza. La centrale regionale di committenza avvierà una procedura di gara per individuare un operatore specializzato nelle attività di supporto tecnico-istituzionale, organizzativo, formativo e linguistico per la cooperazione internazionale e per la mobilità di professionisti sanitari provenienti da Paesi extra Ue. Riguarda complessivamente 450 professionisti: 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia medica, da destinare prioritariamente alle strutture territoriali delle aree con maggiori criticità e ad alcuni pronto soccorso.
"Con questo Piano diamo anche una risposta chiara a una delle principali preoccupazioni dei cittadini: il rafforzamento della sanità territoriale previsto dal DM 77 non avverrà sottraendo personale agli ospedali o ai servizi esistenti. Al contrario, stiamo creando le condizioni perché Case della Comunità, Ospedali di Comunità e rete ospedaliera possano crescere insieme grazie all'ingresso di nuove professionalità - evidenzia la governatrice e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde - Vogliamo inoltre intervenire sulle liste d'attesa, rafforzando anche la presenza di professionalità specialistiche e garantire una maggiore copertura delle zone disagiate e dei territori che soffrono maggiormente la carenza di medici. La nostra priorità resta valorizzare le professionalità sarde e attrarre in Sardegna medici e infermieri provenienti dal resto d'Italia attraverso le procedure ordinarie di assunzione. Il reclutamento internazionale rappresenta uno strumento complementare e straordinario per coprire le carenze residue e garantire continuità assistenziale nei territori più esposti alla mancanza di personale", conclude la presidente.





