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È partita la missione Artemis II, segnando il ritorno dell’uomo verso la Luna a 54 anni dalla fine del programma Apollo. Il razzo Space Launch System è decollato regolarmente, portando la navetta Orion in direzione dell’orbita lunare con a bordo il comandante Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, per una missione di dieci giorni.
Dopo circa otto minuti dal lancio, i motori del primo stadio si sono spenti e si è verificata la separazione. Poco dopo Orion ha aperto i quattro pannelli solari, iniziando il viaggio nello spazio. La navetta ha poi proseguito l’orbita terrestre fino a una prima accensione del motore, circa 49 minuti dopo il decollo, che l’ha portata al perigeo a 160 chilometri. Un’ulteriore accensione ha consentito di raggiungere un’orbita ellittica più alta, dove resterà per circa 23 ore per consentire agli astronauti di testare i sistemi di bordo. Prevista anche una fase di guida manuale, la cosiddetta “dimostrazione di operazioni di prossimità”.
La missione rappresenta un test completo: per la prima volta il gigantesco Sls trasporta un equipaggio e la navetta Orion li accompagnerà fino all’orbita lunare, senza allunaggio. Il programma Artemis punta infatti a missioni future più ambiziose, con lo sbarco rinviato al 2028.
Grande attenzione anche alle condizioni meteo e alla sicurezza, come sottolinea la Nasa: "Previsioni meteorologiche accurate sono essenziali - scrive la Nasa - per proteggere l'equipaggio e le apparecchiature, poiché anche piccole variazioni possono influenzare le decisioni relative al conto alla rovescia e le dinamiche di volo".
Fondamentale il contributo europeo. Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher ha dichiarato: "Ci troviamo sulla soglia di un ritorno storico: l'umanità si dirige nuovamente verso la Luna, più di mezzo secolo dopo Apollo 17. La Nasa scriverà di nuovo la storia, ma questa volta la missione Artemis è un'impresa veramente internazionale e l'Europa ha un ruolo centrale".






