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Un piano ingegnoso quanto illecito, studiato per far arrivare droga e telefoni cellulari all’interno del carcere di Nuchis “dal cielo”, è stato sventato dalla Guardia di Finanza di Olbia. Quattro persone sono finite in manette con l’accusa di aver organizzato un tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici all’interno della casa circondariale gallurese utilizzando un drone professionale.
L’operazione è scattata nel corso dei controlli di routine effettuati dai finanzieri del Gruppo di Olbia al porto Isola Bianca, sugli arrivi della motonave Tirrenia proveniente da Civitavecchia. Tra i passeggeri ha attirato l’attenzione il conducente di un’utilitaria, apparso particolarmente nervoso e poco convincente nel giustificare il motivo del viaggio. Un atteggiamento che ha spinto i militari ad approfondire il controllo con l’ausilio delle unità cinofile antidroga.
I cani Joy e Betty hanno segnalato la presenza di sostanze sospette nel veicolo. La successiva perquisizione ha permesso di scoprire, nascosti in un vano ricavato nel portellone del bagagliaio, circa 900 grammi di hashish, 20 grammi di marijuana, una decina di smartphone – tra cui micro-telefoni lunghi appena sei centimetri, facilmente occultabili – diverse sim card e un seghetto per il ferro.
Il ritrovamento ha fatto emergere il sospetto di un’operazione più ampia e organizzata. Sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, i finanzieri hanno quindi avviato ulteriori accertamenti sugli altri passeggeri sbarcati, individuando tre giovani originari di Foggia ritenuti complici. I tre sono stati intercettati poco dopo sempre nell’area portuale.
Nel veicolo in loro uso è stato rinvenuto un drone professionale, nascosto nel vano della ruota di scorta, insieme a circa 3mila euro in contanti, ritenuti il probabile compenso destinato al pilota del velivolo a pilotaggio remoto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il drone sarebbe stato utilizzato per far recapitare droga e telefoni ai detenuti del carcere di Nuchis, eludendo i controlli interni.
Al termine dell’operazione, accertata la connivenza tra i quattro e la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, è scattato l’arresto. I fermati sono stati trasferiti nel carcere di Bancali, a disposizione della Procura della Repubblica di Tempio Pausania. Sequestrati anche il veicolo, il drone, la droga, i cellulari e tutto il materiale rinvenuto.
Un intervento che ha consentito di bloccare sul nascere un’attività illecita particolarmente insidiosa, capace di compromettere la sicurezza dell’istituto penitenziario e di alimentare circuiti criminali anche all’interno delle carceri.







