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Novantuno persone sono state iscritte nel registro degli indagati per i disordini avvenuti a Cagliari in occasione delle manifestazioni Propal e delle tensioni legate al corteo del Blocco Studentesco dello scorso anno. In queste ore è stata notificata la conclusione delle indagini preliminari, condotte dalla Digos della Questura.
Il filone principale riguarda 72 indagati per gli episodi verificatisi il 22 settembre, il 3 e il 4 ottobre, durante le mobilitazioni Propal. In quelle giornate, riferisce la polizia, "alcuni gruppi hanno dato luogo a cortei non preavvisati, blocchi stradali su arterie cittadine strategiche con conseguenti disagi alla mobilità urbana e al regolare svolgimento dei servizi pubblici essenziali e ad episodi di contrapposizione anche violenta con le Forze dell'Ordine".
Gli accertamenti avrebbero evidenziato che, accanto a numerosi manifestanti che protestavano pacificamente, erano presenti anche "componenti più oltranziste ed estremiste dell'area antagonista locale, che - facendo proprio lo slogan "blocchiamo tutto" - hanno progressivamente radicalizzato le iniziative di protesta". Per queste 72 persone le ipotesi di reato, a vario titolo, sono violazione dell’obbligo di preavviso, interruzione e turbamento del servizio di trasporto pubblico, blocco stradale e resistenza aggravata.
Il secondo filone d’inchiesta conta 19 indagati e riguarda quanto accaduto il 1° novembre, quando era in corso una manifestazione del Blocco Studentesco con circa 120 partecipanti. "Circa 250 appartenenti al Coordinamento Antifascista - spiegano dalla polizia - si sono radunati in Piazza Garibaldi per dare avvio a una manifestazione di segno opposto, non preavvisata".
Secondo la Digos, alla testa del corteo antagonista vi sarebbero state persone travisate e armate di bastoni. Nonostante l’ordine di scioglimento, il gruppo avrebbe avanzato verso il corteo del Blocco Studentesco iniziando "a lanciare bottiglie di vetro e altri oggetti contundenti in direzione dei reparti schierati al fine di evitare che i due gruppi venissero a contatto".
L’intervento delle forze dell’ordine ha impedito che i due schieramenti entrassero in contatto diretto, evitando conseguenze più gravi.








