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Prosegue il rientro dei migranti da Ceuta verso il Marocco mentre continua ad aumentare il bilancio delle vittime in mare, salito a 84. Sul fronte politico cresce intanto la tensione tra Spagna e Italia. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha chiesto un incontro urgente ai vertici dell'Unione europea per ribadire che la difesa delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri, criticando la reazione dell'Italia, ritenuta diversa rispetto a quella degli altri Paesi che hanno espresso sostegno e disponibilità ad aiutare Madrid.
Nel frattempo 22 Paesi europei hanno sottoscritto una lettera, promossa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme alla premier danese Mette Frederiksen, con la quale chiedono una risposta europea "coordinata, rapida ed efficace" sulla gestione dei flussi migratori. Nel documento si evidenzia anche che scelte come le regolarizzazioni di massa "possono costituire fattori di attrazione" per l'immigrazione irregolare. I firmatari riconoscono inoltre gli sforzi della Spagna e del Marocco per accelerare i rimpatri e offrono il sostegno degli strumenti messi a disposizione dall'Unione europea, a partire da Frontex.
"Un segnale importante", ha commentato Meloni sui social, perché "la linea che l'Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di nazioni europee".
Sul tema si registra anche il confronto politico interno. Il centrodestra critica le politiche migratorie del governo spagnolo, mentre le opposizioni parlano di una scelta dettata da esigenze di politica interna. Il presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi, invita invece ad affrontare il fenomeno migratorio con "tanta solidarietà fra tutti" perché "se qualcuno rimane con il cerino in mano, ci bruciamo tutti e questo è sempre vero".






