Uno scontro senza precedenti tra Italia e Svizzera. Al centro della contesa c’è il "conto" delle cure mediche per i giovani italiani rimasti feriti nel tragico incendio del bar 'Le Constellation' a Crans-Montana, avvenuto lo scorso Capodanno. Nonostante le iniziali rassicurazioni, il Cantone del Vallese ha fatto dietrofront: la Svizzera chiederà ufficialmente all’Italia il rimborso di circa 108mila euro.

Il caso era scoppiato nei giorni scorsi, quando alle famiglie dei ragazzi feriti erano recapitate fatture esorbitanti dall’ospedale di Sion. Tra queste, un conto da 75mila euro per sole 15 ore di terapia intensiva destinate a un sedicenne romano. Sebbene Berna avesse inizialmente parlato di un "disguido informativo", ora la posizione svizzera si è irrigidita. Il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard ha confermato, durante un incontro con l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, che non esistono margini sul piano giuridico per un’assunzione diretta dei costi sanitari, legati ai cittadini italiani feriti nella tragedia. Costi che dovranno quindi essere gestiti tramite la mutua svizzera Lamal e rimborsati dal Ministero della Salute italiano.

La risposta del Governo italiano non si è fatta attendere ed è stata durissima. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha affidato ai social un messaggio perentorio: “Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata”.

Sulla stessa linea il ministero degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani. “Mi pare che sia ovvio che non paghiamo”, ha dichiarato. “La responsabilità è solo di chi gestiva quel locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c'è alcuna responsabilità italiana”, ha ribadito il vicepremier.