Gruppo Folk "Orotelli" | Orotelli

Foto Stefania Carta


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

Il costume femminile ha la particolarità di avere due tipologie di giubbetto (“zibbone”). Il più antico, “zibbone mutzu”, non presenta le code sul retro e viene indossato sotto il corpetto (“su zistillu”). Veniva utilizzato principalmente con “sa tiazola”, benda di tela, di mussolina o di tibet, che poteva essere nera per le vedove, bianca per le festività e marrone per il mezzo lutto. Quest’ultima è stata riproposta dai ragazzi del Gruppo Folk Orotelli dopo un’accurata ricerca. “Su zibbone a coeddas”, invece, veniva indossato sopra “su zistillu” e come copricapo si utilizzava il fazzoletto di tibet, ricamato o dipinto.

La gonna di panno nero o marrone presenta ricami o dipinti su seta o sul velluto o seta prestampata. La camicia di tela bianca presenta ricami sia sullo scollo che sui polsini ed è chiusa sul davanti dai tipici bottoni sardi in oro o argento. Sotto la camicia viene indossata una piccola canotta, “sa camisetta” di tela bianca con dei ricami sullo scollo.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

Il costume maschile è composto dal giubbetto (“zibbone”) di velluto blu e panno rosso, dalla gonnella, dalle ghette in orbace, dalla “berritta” di panno nero, dalla cinta di pelle, dalla camicia e dai pantaloni di tela bianca.


CURIOSITA'

Orotelli è un paese della provincia di Nuoro e sorge su un altopiano caratterizzato da rocce granitiche di diverse dimensioni che assumono forme antropomorfe particolari.

La tradizione orale tramanda un’antica leggenda secondo la quale un pastore di un paese vicino avrebbe perduto il suo bestiame e, dopo una lunga ricerca lo avrebbe ritrovato ad abbeverarsi ad una fontana, denominata “Iscathai” (da cui l’omonimo rione di Orotelli). Il pastore, dinnanzi a quella fonte d’acqua, si trovò meravigliato a tal punto da trasferirsi con la sua famiglia proprio nei pressi di questa, dando origine al primo nucleo abitativo.

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è stata edificata intorno al 1116 ed è costruita in trachite rossa, con forma basilicale e tre navate. E’ caratterizzata da un campanile trecentesco molto importante, non soltanto per la sua forma e per i bassorilievi, ma soprattutto per i trafori e i ricami delle cornici.

Tra le peculiarità di questo centro abbiamo l’artigianato, le antiche tradizioni, i dolci tipici come “su pistiddu” e il Carnevale con le maschere tradizionali dei Thurpos e S’Eritaju.

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