Gruppo Folk "B.V. del Rimedio" | Ozieri


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Folk "Beata Vergine del Rimedio" di Ozieri nasce nel 2008 dall’idea di due giovani ozieresi appassionati alle tradizioni della Sardegna; deve il proprio nome alla Madonna del Rimedio, venerata ad Ozieri da oltre 125 anni e per la quale si svolge la “festa manna” la terza domenica di settembre.

Il gruppo nasce con lo scopo di avvicinare, trasmettere e mantenere le tradizioni tra i giovani del territorio che, come in altre zone, si stavano allontanando da esse. Oggi il gruppo conta una ventina di ballerini, più una decina di persone che accompagnano lo stesso nelle diverse manifestazioni isolane e non al quale partecipa, portando l’eleganza e la ricchezza dei costumi tradizionali ozieresi.

Nonostante la sua giovane età, l’associazione ha partecipato alle più importanti manifestazioni isolane quali il Redentore a Nuoro, la Cavalcata Sarda a Sassari, la Sagra di Sant’Antioco Martire nell’omonima isola sulcitana, Sant’Efisio a Cagliari, l’antico sposalizio selargino a Selargius, San Simplicio ad Olbia; oltre alla partecipazione a sagre paesane e feste patronali della Sardegna. Nel 2015, l’Associazione ha varcato i confini isolani per raggiungere la città di Pisa, prendendo parte ad una grande manifestazione riguardante la Sardegna.

Già da qualche anno, è in corso una preziosa e attenta ricerca di quelli che sono stati i vari costumi indossati nella "Perla del Logudoro"; questo con la collaborazione di alcuni appassionati ed esperti. Il gruppo folk, dal 2014, organizza inoltre una rassegna folkloristica invitando un numero variabile tra i 10 e i 15 tra gruppi folkloristici e associazioni corali da tutta l’isola. La manifestazione si chiama “Ballende e cantende umpare a nois”, tale serata è stata creata per avvicinare l’intera comunità ozierese al fantastico mondo del ballo e del canto sardo.


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

Il costume che le donne ozieresi indossavano nel quotidiano per svolgere le faccende domestiche è composto da una camicia di tela di cotone, sopra la quale viene indossato “s’imbustu”, un busto di broccato dorato a fiori ricamato, chiude sotto il seno e nella parte posteriore con un laccio rosso che passa in asole. E’ presente “sa Unnedda”, gonna prevalentemente grigia a fantasia semplice e a larghe pieghe con un grembiule della stessa fantasia. Infine “su Mucaloru” fazzoletto marron con ricami floreali.

Il costume femminile di gala è il costume che si indossava per le cerimonie, per le feste e le occasioni importanti. Quasi completamente di color nero (ad eccezione del fazzoletto), tale costume, è spesso confuso come costume da vedova. E’ composto da “s’Ilgiacca”, giacca molto attillata di seta nera, broccato o pizzo, adornata con pizzi e perline. “Sa Unnedda”, gonna in panno nero plissettata dietro e ai lati, liscia sul davanti e chiusa con una fila di bottoni lungo un fianco, sopra la quale vi sarà un grembiule nero di broccato o della stessa stoffa della giacca. Sul capo viene indossato “su Mucaloru”, fazzoletto di seta bianco o color avorio. Infine “su Mantu” costituito da un ampio manto di taffetà di seta nero legato in vita e appuntato con una spilla al fazzoletto e da una coda che viene fatta cadere sul retro o tenuta sul braccio.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

L'abito tradizionale maschile subì una forte evoluzione nel corso del tempo, infatti le tradizionali “Ragas” (pantaloni bianchi larghi), il gonnellino e i coprigamba neri in orbace, vennero abbandonati per indossare “sos Calzones”, pantaloni neri tubolari in orbace. Rimaneva comunque la camicia in cotone bianca, “su Corittu” di velluto attillato e a doppio petto di colore verde, rosso o azzurro con due file di bottoni. “Su Cappottu”, giacca lunga fino alle anche, nera in orbace, aveva un cappuccio ed i risvolti in velluto nero. Completava l’abbigliamento maschile “sa Berrita”, copricapo di panno nero lasciata cadere dietro, su un lato o tirata sopra la testa come protezione per il sole.


CURIOSITA'

Ozieri è una cittadina di circa 10.500 abitanti, nella provincia di Sassari. E’ il centro più importante del Logudoro tanto da esser chiamato, già dal passato, la Perla del Logudoro. Una delle più importanti culture della Sardegna prenuragica, detta cultura di San Michele o di Ozieri, prende il nome proprio dalla grotta di San Michele dove sono stati fatti importanti ritrovamenti.

Un paese che nei secoli è saputo crescere,divenendo provincia nel 1807 (fino al 1860), Città nel 1836, sede di Diocesi e di numerosissimi servizi e titoli. Ha dato i natali ad importanti personaggi storici quali Francesco Ignazio Mannu, autore de “Su patriotusardu a sos feudatarios”, Inno della Sardegna; al cardinal Mario Francesco Pompedda, ad importantissimi poeti quali Giovanni e Antonio Cubeddu, Giuseppe Morittu, Giuseppe Pirastru e tanti altri ancora. Gli stessi poeti, furono, nel 1896, gli “inventori” delle gare poetiche estemporanee sul palco. Divenuta la patria della poesia, è sede del Centro di Documentazione Letteraria Regionale, e conta diversi ed importantissimi premi quali il “Premio Ozieri” di letteratura, il “Premio Logudoro”, anch’esso di letteratura, il premio biennale“Città di Ozieri” per cori polifonici; è sede inoltre dell’“Usignolo della Sardegna”, gara di canto a chitarra sarda che si svolge durante i festeggiamenti della compatrona Madonna del Rimedio.

Il centro storico di Ozieri è ritenuto uno dei più estesi, più belli e caratteristici dell’Isola, suddiviso in rioni storici, ancora oggi gli abitanti usano chiamano i vari quartieri con i proprio nomi tradizionali. Nonostante la sua consistente estensione, per la morfologia del terreno, il centro si è sviluppato anche in altezza, tanto da avere palazzi storici e nobiliari anche di 4/5 piani, impreziositi dalle tipiche Altane di Ozieri, loggiati di origine ottocentesca.

Se si parla di Ozieri, non si possono non ricordare i propri prodotti tipici, iniziando dal pane tradizionale, la Spianata di Ozieri o più propriamente “Su pane fine de Otieri”, e poi ancora le preziose Copulette e i famosi Sospiri, dolci tanto delicati quanto deliziosi al palato.

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