Associazione "Banderas e Iscriglias" | Pattada

Foto "Banderas e Cadderis"


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

L’Associazione “Bandersas e Iscriglias” è stata costituita a Pattada nel 2018 è ha come scopo la promozione della tradizione popolare pattadese, rappresentata sia dai costumi tradizionali, femminile e maschile, sia dalle tradizionali banderas, stendardi realizzati dalle famiglie con l’intenzione di invocare una grazia della Madonna o di un Santo.

Dalla sua costituzione l’associazione ha promosso numerose manifestazioni folcloristiche nel paese di Pattada, collaborando con il gruppo folk locale, particolarmente apprezzato sia per le coreografie eseguite, sia per la particolare bellezza dei costumi di Pattada, riconosciuti per il valore e la pregevolezza dei materiali utilizzati e degli ornamenti posti a corredo. Il particolare apprezzamento che l'abito tradizionale pattadese ha conseguito nelle varie manifestazioni in cui è stato esibito in Sardegna ha contribuito a diffondere e promuovere la tradizione popolare locale.

Foto "Banderas e Cadderis"


LE BANDIERE

Le bandiere di Pattada hanno origini ultracentenarie. Le motivazioni per cui sono state realizzate dalle famiglie o dai singoli cittadini furono legate, specialmente per quelle molto antiche (oltre 150 anni), al superamento di particolari epidemie (malaria) o di annate agrarie particolarmente povere e disastrate (siccità), per il ritorno di un emigrante, oppure, come è riportato più frequentemente, per sancire la pace tra le comunità di Bitti e Pattada, in seguito a una disamistade tra le popolazioni dei due villaggi. Per questo motivo buona parte delle bandiere votive di Pattada sono state realizzate in onore della Beata Vergine del Miracolo venerata nell’omonima chiesa a Bitti.

Gli stendardi sono costituiti da un doppio strato rettangolare con le punte allungate; il lato frontale è realizzato in broccato; il lato posteriore in tela fine. Il lato in broccato viene impreziosito da inserti in oro zecchino (filigrane) e campanule in argento. Sulla sommità dello stendardo viene allestita la corona per il posizionamento dei fiocchi e della statua del Santo a cui è dedicata la bandiera.

I fiocchi in lino o tela vengono inizialmente messi dalla famiglia che realizza la bandiera e sono indicativi della devozione della famiglia al Santo votivo. La loro funzione è quella di impreziosire la Bandiera ed arricchirla di preghiere votive (ogni fiocco rappresenta una preghiera). Inoltre, ogni volta che la bandiera viene ceduta per una processione religiosa, è uso dei priori dei comitati affiggere un fiocco pregiato in segno di ringraziamento.

Lo stendardo che costituisce sa bandera si infila su un bastone in legno, di altezza compresa fra i 2,5 e i 3 metri e sostenuto da una bandoliera in cuoio che si aggancia alla sella del cavallo mediante lo staffile. Nell'antichità il bastone veniva sostenuto dal cavaliere appoggiato sulla punta del piede. Sul bastone, inoltre, viene modellata la punta affinché sia possibile fissarvi, tramite vite autofilettante o perno moncone, la statua del Santo o della Beata Vergine (N.S. del Miracolo; N.S. del Carmelo e del Rosario, Santa Sabina patrona di Pattada, Sant’Antonio, San Michele e altri).

Le bandiere di Pattada si presentano uniche nel panorama delle tradizioni regionali. La differenza con le bandiere degli altri paesi è rappresentata dalle maggiori dimensioni e da un sistema di portamento diverso (bandoliera agganciata alla sella del cavallo), in ragione del maggior peso che il cavaliere deve sostenere durante la processione.

Foto "Banderas e Cadderis"


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

L’abito femminile pattadese si articola in due varianti, la prima caratteristica delle occasioni di festa, la seconda propria delle vedove. L’abito di festa è composto da:

- Gonna realizzata in panno con decorazioni e ricami;

- Su entone, camicia bianca in lino o seta con ricami in corrispondenza della chiusura nel collo e sulla parte anteriore;

- S’imbustu, bustino sagomato e legato dietro con nastro pregiato, portato sopra la camicia;

- Sa falda, grembiule in seta ricamato e decorato;

- Su corittu, copricamicia in velluto o broccato con ricami;

- Su muccarolu, copricapo in seta ricamato ed impreziosito con ricami e spille pregiate.

L’abito della vedova, detto Su mantu, si differenzia da quello classico in quanto veniva indossato unicamente dalle vedove appartenenti alla facoltosa borghesia pattadese. Questo costume è realizzato in panno e seta di alta qualità, esclusivamente di colore nero (ad indicare la vedovanza), interamente intessuto e ricamato a mano ed ornato da fregi di alto valore. L’unica variante di colore consentita era il fazzoletto di colore marrone.

Foto Vincenzo Testa


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

Per quanto riguarda l’abito maschile si ha l’abito da lavoro, in uso ai meno abbienti, ed un abito definito “de muda”, ossia utilizzato per le occasioni speciali dai meno abbienti, mentre era di uso consueto da parte degli uomini appartenenti alle famiglie benestanti. L’abito da lavoro è costituito da:

- Furesi, pantaloni lunghi in orbace;

- Su entone, camicia bianca in tela grezza o lino a seconda della stagione;

- Su cosse, copricamicia in velluto liscio con inserti in broccato;

- Sa zimarra, gilet in velluto liscio portato sopra su cosse;

- Sa berritta, copricapo in orbace;

- Su gabbanu, cappotto invernale in orbace.

L’abito per le festività è costituito da:

- Sas ragas, mutandoni in tela o lino;

- Sas raghittas, gonnellino in orbace con ricami ed inserti in broccato;

Sas calzittas, a ricoprire la parte della gamba sotto il ginocchio, realizzate in orbace con inserti in broccato; 

Su entonesu cosse,sa zimarra e sa berritta.

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