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Il blocco dello Stretto di Hormuz dopo l’attacco Usa-Israele dello scorso 28 febbraio, confermato dalla nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, rischia di colpire duramente i prezzi alimentari globali. A lanciare l’allarme, come riporta Tg Com 24, è il Carnegie Endowment for International Peace, che segnala come la chiusura dello stretto stia bloccando la fornitura di fertilizzanti fondamentali per grano, mais e riso.
Circa un terzo del commercio marittimo mondiale di fertilizzanti passa infatti dallo Stretto. Come riporta il quotidiano, la crisi colpisce anche chi produce altrove: India, Bangladesh e Pakistan dipendono dal gas del Qatar per produrre fertilizzanti azotati e hanno dovuto fermare gli impianti; l’Egitto acquista ora gas a prezzi più alti, aumentando i costi lungo tutta la filiera.
Il risultato? Il prezzo dell’urea, fertilizzante più scambiato al mondo, è aumentato del 30% in un mese, con rincari superiori al 25% nei porti americani. La scarsità di zolfo — necessario per rendere i fosfati assimilabili dalle piante — peggiora ulteriormente la situazione.
Gli esperti avvertono che questi aumenti si rifletteranno sui prezzi del cibo: raccolti ridotti e costi più alti per gli agricoltori potrebbero tradursi in carrelli della spesa più costosi nei prossimi mesi, con effetti soprattutto sui consumatori dei paesi importatori di alimenti.


