In occasione della prima delle otto manifestazioni provinciali, che toccheranno l’intera isola nei prossimi giorni, Mauro Pili ha annunciato l’obiettivo di Unidos: raggiungere oltre 100.000 firme nella petizione del popolo sardo per chiedere la revoca della convenzione della Tirrenia che discrimina i sardi ed emargina la Sardegna. Altro intento è quello di chiedere l’immediata adozione del decreto sull’insularità.

“Alla Sardegna non interessano i giochetti della vecchia politica – ha detto Mauro Pili -, è giunto il momento che ognuno si assuma le sue responsabilità. Il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio prima di tutti. Se tengono davvero alla coesione nazionale, all’unità del Paese diano risposte immediate, senza ulteriori perdite di tempo. Entro questo mese la convenzione con la Tirrenia deve essere revocata perché discrimina i sardi e isola la Sardegna, ed entro questo mese il Consiglio dei Ministri deve varare un decreto attuativo per il riequilibrio insulare della Sardegna. Non è accettabile che ogni volta ci sia un’emergenza che precede la Sardegna.

"La realtà è un’altra: questo Stato discrimina la Sardegna, se ne infischia del dramma di una terra messa in ginocchio dalle lobbies dell’Eni, dell’Enel, della Tirrenia e dell’Alitalia. Se il Capo dello Stato, il governo e i partiti che lo sostengono sono complici di questo sistema, noi non saremo loro complici. Saremo all’opposizione di questo sistema che cancella i diritti di un popolo a favore degli interessi forti e di quella politica che si approvvigiona proprio dai nemici della Sardegna. Le 100.000 firme che raccoglieremo entro la fine del mese saranno la più eloquente determinazione di un sentimento diffuso di ribellione a questo sistema. Non ci interessano e non ci occuperemo delle lotte interne alle coalizioni nazionali e ai partiti, oggi il primato per noi deve essere quello della nostra terra, contro le discriminazioni che sta subendo in tutti i settori vitali dell’economia, dai trasporti all’energia”.

 

L’assemblea, aperta dal vicepresidente del Consiglio provinciale di Cagliari, Alessandro Sorgia, coordinatore provinciale di Unidos, ha visto la partecipazione di numerosi Sindaci, amministratori provinciali e comunali provenienti da tutta la Sardegna. Pili, nel corso del suo intervento ha illustrato gli obiettivi immediati e futuri della mobilitazione.

“Mentre tutti giocano al risiko della politica da salotto, la Sardegna cola a picco nel silenzio generale. Chiudono le fabbriche e nessuno fa niente per farle riaprire, la Sardegna viene esclusa dalle infrastrutture strategiche e tutti votano in silenzio quella decisione, l’Enel continua a speculare sull’energia e tutti continuano a farfugliare senza costringere l’ente di Stato a dismettere il monopolio e la speculazione, la Tirrenia guida e controlla il più grande monopolio sui mari mai conosciuto prima e si perdono mesi in farsesche trattative ministeriali, Equitalia continua a far morire migliaia di imprese sarde e nessuno interviene, la lingua blu devasta gli ovili della Sardegna senza che niente sia stata fatto in tempo utile per arginare questo maledetto virus, la burocrazia annienta i comuni e i cittadini, la Sanità vittima di liste d’attesa infinite”.

 

“E’ ora di reagire e agire – ha detto Pili. Se non arriveranno risposte dovranno essere i sardi a prendere in mano il proprio futuro, non perdendo ulteriore tempo con le balzane alchimie della politica e della partitocrazia. Occorre una rivoluzione tutta sarda, senza complicità con chi difende e protegge i nemici della Sardegna. Dovrà essere questa la discriminante. Non possiamo accettare l’indifferenza, è giunto il momento di guardare in faccia lo Stato. Se dobbiamo farne parte, dobbiamo farlo a pieno titolo, se devono esistere e resistere discriminazioni gravi come quella dei trasporti o del divario insulare, mai colmato, le strade non si possono che dividere”.

“Oggi, qui, nella capitale della Sardegna avviamo un confronto serrato – ha detto Pili - con tutti