L’Associazione Punta Giglio Libera chiede chiarezza sulla "Cena in Bianco 2026", in programma domenica 23 agosto a Cala Dragunara, nel territorio del Parco Naturale Regionale di Porto Conte. L’iniziativa, con afflusso previsto dalle 19:30 e svolgimento lungo il sentiero naturalistico che conduce alla Torre del Bolo, secondo l’associazione solleva interrogativi sulle modalità di accesso, sull’impatto ambientale e sulle autorizzazioni rilasciate.

«Un evento serale e notturno in una delle aree più delicate del Parco Naturale Regionale di Porto Conte», sottolinea Punta Giglio Libera, che precisa di non voler contestare «in astratto la possibilità di organizzare iniziative nel Parco», ma chiede che le regole di tutela non diventino più elastiche quando l'iniziativa è promossa o patrocinata dall'Ente Parco.

Uno dei principali interrogativi riguarda la mobilità. Le ordinanze in vigore nell’area di Capo Caccia prevedono infatti limitazioni alla circolazione e alla sosta nelle ore notturne. Da qui la domanda dell’associazione: «Se tali divieti sono finalizzati alla sicurezza antincendio e alla tutela dell'ambiente e della fauna, è legittimo chiedersi come siano state organizzate le modalità di accesso di un evento destinato a richiamare numerosi partecipanti proprio nelle ore serali e notturne».

Secondo Punta Giglio Libera, l’indicazione rivolta ai partecipanti a utilizzare «meno auto possibili» non sarebbe sufficiente a chiarire le modalità di accesso. L’associazione chiede quindi di sapere «se sono state previste autorizzazioni, deroghe o modalità di accesso specifiche» e, in caso affermativo, «chi le ha rilasciate e sulla base di quali presupposti».

I dubbi sull'impatto ambientale

L’attenzione dell’associazione si concentra anche sull’area scelta per lo svolgimento della cena, lungo il percorso naturalistico verso la Torre del Bolo, all’interno di un contesto di particolare pregio ambientale e ricompreso nella rete Natura 2000.

«Portare in quel contesto, nelle ore notturne, un numero consistente di persone, insieme a tavoli, sedie, stoviglie in ceramica e vetro e allestimenti, non è una normale attività di fruizione individuale del Parco», sostiene Punta Giglio Libera. «È un evento organizzato, concentrato e potenzialmente impattante».

Per questo l’associazione chiede di conoscere «quale istruttoria ambientale sia stata effettuata, quali misure di mitigazione siano state prescritte e se sia stata verificata la necessità di una procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.), considerata la localizzazione dell’iniziativa».

Punta Giglio Libera precisa di non voler sostituire le autorità competenti, ma rivendica la necessità che siano le stesse autorità a dimostrare «che l’iniziativa è stata correttamente valutata e autorizzata».

«Le stesse regole devono valere per tutti»

Nel comunicato, l’associazione richiama infine il principio di uniformità nell’applicazione delle norme: «Ai cittadini che frequentano il Parco vengono richiesti comportamenti rigorosi per proteggere l'ambiente, prevenire gli incendi e ridurre il disturbo alla fauna. È quindi doveroso chiedersi se gli stessi criteri vengano applicati anche quando l'iniziativa è organizzata o patrocinata dall'Ente Parco».

Da qui la richiesta di trasparenza: «Se esistono autorizzazioni o deroghe, devono essere pubbliche, motivate e verificabili. Se esistono prescrizioni ambientali, devono essere rispettate. Se sono state effettuate valutazioni sull'incidenza dell'evento, devono poter essere conosciute».

L’associazione fa sapere di aver già presentato una richiesta di accesso civico/FOIA al Parco di Porto Conte e al Comune di Alghero e di aver segnalato la vicenda al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, chiedendo di verificare la regolarità dell’iniziativa e le condizioni del suo svolgimento.

Tra gli aspetti sui quali viene sollecitata la verifica figurano le autorizzazioni rilasciate per l’evento e per l’accesso all’area nelle ore serali e notturne, l’eventuale presenza di deroghe alle ordinanze, le misure di sicurezza antincendio, la gestione degli accessi e della sosta, l’istruttoria sugli impatti ambientali, l’eventuale procedura di V.Inc.A. e le prescrizioni imposte agli organizzatori.

Punta Giglio Libera chiede inoltre alle autorità competenti di effettuare controlli sul posto durante lo svolgimento della cena, verificando il rispetto delle ordinanze e delle eventuali prescrizioni autorizzative. La posizione dell’associazione si chiude con un interrogativo rivolto alle istituzioni: «Se una regola è necessaria per proteggere il Parco, perché dovrebbe smettere di esserlo quando ad organizzare un evento è il Parco stesso?».