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Lodine dice "no". È un verdetto netto e chiaro quello che viene fuori dallo spoglio delle schede referendarie depositate nelle urne del seggio allestito nel centro barbaricino in occasione del referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo.
Un vero e proprio plebiscito contro la riforma costituzionale proposta dal Governo Meloni. Al seggio lodinese si sono presentati 183 votanti su 260 aventi diritto, una percentuale di affluenza del 70,38% (+11% rispetto al dato nazionale). Di questi, 167 (il 91,26%) hanno messo la croce sul "No", appena 16 cittadini (l'8,64%) hanno appoggiato la riforma.
UN "CASO" NAZIONALE
Il 53,3% degli italiani ha scelto di bocciare la riforma costituzionale, il 46,7% si è detto invece favorevole all'aggiornamento. In alcuni Comuni la consultazione ha polarizzato il dibattito portando a percentuali bulgare. Fra questi, Lodine è il caso più estremo.
Ben distanti dal 91,26% del piccolo del piccolo Comune del Nuorese le pur altissime percentuali di "No" registrate a Stroppo (Cuneo), dove i contrari alla riforma erano l'82,1% su 56 votanti, e Cassaro (Siracusa), dove dei 309 voti espressi l'81,05% ha bocciato la riforma. Contrario a modificare la Costituzione anche l'81% dei cittadini di Massello (Torino). A Domanico (Cosenza), la percentuale di contrari è stata dell'80,8%.
Roccaforti del "Sì", invece, il Comune di San Procopio (Reggio Calabria), dove il 90,7% delle preferenze erano a favore della riforma. A Val Rezzo (Como), il 90,6% dei cittadini voleva la separazione delle carriere dei magistrati, così come il 90% dei votanti di Cervatto (Vercelli). Percentuali nette a favore del "Sì" anche a Platì (Reggio Calabria, 89,6%) e Aquila D'Arroscia (Imperia, 87,7%). In Sardegna, singolare l'esito delle consultazioni a Buddusò dove ha vinto il Sì con una percentuale del 60,76% rispetto al 39,24% dei No. L'affluenza locale è stata del 40.6%.
AFFLUENZA: LODINE PAESE VIRTUOSO
Lodine, in un tempo caratterizzato dalla disaffezione alla politica, è un paese virtuoso per quanto riguarda l'affluenza alle urne. Nel 2017, in occasione delle elezioni comunali che portarono all'elezione a sindaco di Franco Crisponi, oltre l'82% dei cittadini si presentò ai seggi. Cinque anni dopo, oltre il 76% dei londinesi votò favorendo il superamento del quorum previsto per l'elezione a primo cittadino del candidato unico Davide Culabu.
Nel 2025, i referendum abrogativi di quattro norme in tema di lavoro e relativi a una modifica alla legge sull'acquisizione della cittadinanza italiana per residenti stranieri non appassionarono l'opinione pubblica italiana. In pochi Comuni (salvo quelli chiamati anche all'elezione del sindaco) si raggiunse il quorum del 50% più uno degli aventi diritto. A Lodine, in quell'occasione, si raggiunse il 51% dei voti espressi.


