Difficile parlare di sogni nei teatri di guerra. La Terra Santa – come i tanti fronti di guerra aperti nel mondo – è oggi palcoscenico di violenza e morte, di atrocità verso i civili, bambini prima di tutto. Ma tante le vite perse sul campo anche dai militari, spesso giovanissimi, mandati al fronte.

La Pastorale del Turismo ancora una volta guarda al mondo, perché lo sguardo è e deve essere sempre universale, invitando alla riflessione profonda e a continuare, nonostante tutto e tutti intorno urlino il contrario, a lavorare perché la speranza di una pace concreta e giusta non muoia mai.

Due i protagonisti della serata all’Anfiteatro Caritas di Tortolì il 30 agosto, dalle ore 21: Monsignor César Essayan, vescovo e vicario apostolico a Beirut per i cattolici di rito latino, e Noorit Felsenthal Berger, psicologa e madre di un soldato israeliano che presta servizio nella Striscia di Gaza, tra le fondatrici del gruppo “I genitori dei soldati hanno gridato abbastanza”, di cui fanno parte madri e padri di soldati ebrei in servizio che si sono mobilitati contro la guerra a Gaza, scrivendo – tra le altre iniziative – una lettera al premier israeliano Benjamin Netanyahu, con accuse durissime: «I nostri figli e le nostre figlie hanno perso molti amici in una guerra che continua, giorno dopo giorno, a strappare vite e a ferirle, nel corpo e nello spirito. Lasciaci ricomporre le macerie di cui tu e il tuo governo siete responsabili. Smetti di utilizzare i nostri ragazzi come carne da cannone». E da qui la richiesta di mettere fine ai combattimenti in modo da evitare altro spargimento di sangue.

Specializzata nelle cure dei disturbi post-traumatici, si è occupata di vari sopravvissuti della strage del 7 ottobre nonché di militari rientrati dal fronte.

Monsignor Essayan più volte si è espresso sui media cattolici ribadendo l’importanza di perseguire l’unica via possibile, quella del dialogo: «Laddove ci sono state guerre è stato solo creato caos e odio. Se non si fermano le armi, si creerà solo una nuova generazione di terroristi che avranno anche a disposizione le armi, l’intelligenza artificiale. E allora chi potrà fermarli? Chi oggi cova odio e domani non avrà soluzione perché è ferita, perché ha vissuto ed è cresciuta solo nella violenza quotidiana, cosa potrà fare in futuro? Io avevo 13 anni quando è cominciata la guerra civile in Libano e ho conosciuto solo violenza. Mi ha salvato la mia fede, ma tanti altri che fine hanno fatto? Pensiamo ai campi palestinesi, ai campi profughi siriani, a gente che ha conosciuto solo guerra. Che generazione di giovani avremo domani? L’unica soluzione è fermarsi, dialogare. Oggi è già tardi, non possiamo più aspettare».

IL PROGRAMMA

Domenica 30 agosto, insieme, saranno sul palco dell’Anfiteatro Caritas di Tortolì per dire, ancora una volta, che un’altra strada è possibile e che il sogno della pace può ancora realizzarsi.

In programma. A partire dalle 21, il momento introduttivo di cordialità e condivisione legato all’accoglienza sarà curato dalla comunità di Villaputzu

Alle 21.30, per il progetto Camineras, a cura di Vincenzo Ligios, Tito Puglielli presenta il corto “Gionata della valle”: «Dieci anni fa, Gionata ha venduto le sue capre perché non riusciva a guadagnarsi da vivere. Le ha portate in Südtirol e si è reinventato facendo il camionista. Ma il richiamo della sua valle e della vita che si era scelto lo hanno convinto a tornare tra i monti di Lanaitho e ricominciare».

A seguire Voci e sogni dal Libano, la conversazione con Mons. César Essayan e Noorit Felsenthal Berger. Modera il dialogo Lucia Capuzzi.

Gli intermezzi musicali sono affidati a Chiara Effe.

L’ingresso è, come sempre, libero. Chi non potrà essere presente avrà la possibilità di godersi la serata in diretta su Sardegna Live (sul nostro sito, www.sardegnalive.net, su YouTube e su Facebook).

 

La Pastorale del Turismo

Nei 23 giorni di eventi ospitati all’aperto, nell’Anfiteatro Caritas di Tortolì e nell’Area Fraterna de La Caletta (Siniscola), saranno oltre 80 i protagonisti: tra di loro personaggi noti al grande pubblico, fra cinema, televisione e teatro, ambiente scientifico, mondo della comunicazione e dello spettacolo, altri che si sono distinti per il loro operato e la loro professionalità, per la loro arte e la loro fede, per la capacità di trasmettere messaggi e contenuti positivi, per gli atteggiamenti di pace e di accoglienza.

Fa parte integrante della XII edizioni di Pastorale del Turismo la mostra fotografica di Pietro Basoccu – allestita presso l’Anfiteatro Caritas di Tortolì per l’intera durata della rassegna estiva diocesana – dal titolo A casa di Lola. Sulle tracce di Maria Lai, 36 stampe in bianco e nero di grandi dimensioni, accompagnate da un catalogo edito dalla Soter che si può acquistare durante le serate della Pastorale, e che raccontano per immagini la casa dove Maria Lai ha vissuto al rientro in Sardegna, lavorando alle tele cucite, ai libri scritti con ago e filo, alle ceramiche, ai telai policromi.

Nelle serate della kermesse diocesana, sarà inoltre possibile conoscerne storia, tradizioni e cultura dei diversi paesi ogliastrini e nuoresi e assistere alle video proiezioni curate da Vincenzo Ligios in apertura di ogni serata.