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Saranno celebrati oggi a Bitti, alle 16:30 presso la chiesa della Madonna del Miracolo, i funerali di Bachisio Bandinu. L'antropologo e scrittore e morto a Olbia, dove viveva, nella notte fra lunedì e martedì.
La scomparsa dell'intellettuale 87enne ha suscitato un motto di cordoglio e commozione in tutta l'Isola. Il mondo della cultura e della politica si è stretto alla famiglia con messaggi di stima e affetto.
"La Sardegna perde Bachisio Bandinu – il commento della presidente della Regione sarda Alessandra Todde –, intellettuale raro, voce libera e profonda della nostra cultura. Ha saputo leggere la nostra terra oltre la superficie del racconto identitario, interrogandone le fratture, le metamorfosi, le persistenze. Nei suoi scritti resta una lezione preziosa sul rapporto tra memoria, modernità e coscienza collettiva. Mi mancheranno le nostre conversazioni e i confronti, a volte duri ma sinceri, di chi voleva sempre il bene della propria terra e dei sardi. Alla sua famiglia va il mio cordoglio più sincero. Adiosu Bachisio".
"Esprimo profondo cordoglio a nome di tutta la comunità bittese per la scomparsa di Bachireddu Banninu, come lo chiamavamo tutti in paese – ha scritto il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini –. A Bitti rientrava spesso e non mancava mai agli appuntamenti culturali e politici più importanti. Un legame straordinario e al contempo generoso con le sue origini che ha sempre fatto da spunto alle sue analisi e riflessioni. Con lui perdiamo uno studioso attento e puntuale della società sarda e delle enormi evoluzioni culturali, sociali ed economiche, che negli ultimi decenni hanno portato le diverse realtà agropastorali dell’Isola a confrontarsi con i più complessi contesti mondiali caratterizzati dalla globalizzazione".
Lo scrittore Ciriaco Offeddu ricorda Bandinu così: "Ciao, Bachise’, volevo dirti che ho ancora il tuo giubbotto nell’auto di mia figlia, la Jeep che usavo per venire a prenderti a Sos Aranzos. E che a casa ho ancora il tuo libro, Pastoralismo in Sardegna, che ero riuscito finalmente ad acquistare: ti serviva non ricordo più per chi, per che cosa. Volevo dirti che li ho mantenuti perché sapevo che stavi morendo ma non ho mai creduto alla tua morte, che tu potessi una notte morire. Che tu potessi non svegliarti, tra noi, e salutarmi: ite parimus, Chiriche’? Non è così che ci si comporta tra bittesi, Bachise’, non è così che si lasciano le persone che abbiamo educato come figli prodighi e che ci vogliono bene. Dovevamo finire di discutere, dovevo ancora rispondere a una delle tue affermazioni. E invece tue ti c’andas, a denotte, lasciandomi comente maccarrones chene casu, a domandarmi se sia stato tutto un sogno". L’avvicinamento, i ritorni a Bitti sempre come casuali, le persone che incontravamo nei vicoli o alla Nostra Signora del Miracolo, a Tepilora e sino al mare. I racconti che partivano sempre da lontano, da un pastore in un certo dove, e poi rotolavano sino a noi. I giudizi sorridenti, il distacco dalla politica e dall’ideologia guerreggiante, la Storia, la Storia, la Storia e il ricorso continuo, puntiglioso, all’approfondimento".
Il giornalista Antonangelo Liori: "Adiosu, Bachireddu. Bachire'... ebbé, it'has fattu? Te ne sei andato così, senza dire niente. Avrei voluto venire a parlarti, ad abbracciarti prima che tu partissi. Bachis Bandinu. O Banninu, come dite a Bitti. Quando uscii da L'Unione Sarda domandai a Grauso che indicasse te. Sardigna, stesso cuore, stesse radici, stessa anima. Un'amicizia lunga 45 anni. Un comune sentire. Un comune sapere. E ora, Bachireddu... ora con chi parlo? Con chi discuto? Con chi litigo? Con chi faccio pace? Non si fa, Bachireddu, non si fa. Non dovevi andartene via così. Aspettami lassù, nei verdi pascoli del cielo. Con Gianfranco Pintore, Eliseo Spiga, Pinuccio Sciola. Con tutti quelli che ci furono cari. Con tutti quelli che ci saranno sempre cari".
Il Tenore Mialinu Pira di Bitti: "Ziu Bachirè, sono tanti e densi i ricordi che ci uniscono nel tempo. Emanavi un'aura meravigliosa: la profondità del tuo pensiero, la flemma serena, la sottile ironia e quella sonora erre vitzichesa. Ziu Bachis pro semper. Ora sei nel mito, come i nuraghi, i Giganti e il nostro, e tuo, canto a tenore. Adiosu".
Il musicista Paolo Fresu: "Se ne va uno dei figli più grandi della terra di Sardegna. Uomo di pace e di amicizia che ha descritto in maniera luminosa la natura della gente sarda".
Il conduttore televisivo Giuliano Marongiu: "Caro Bachisio, te ne sei andato con l’arrivo dell’estate e con quella luce che scalda tutto ciò che hai sempre amato, raccontato e contribuito a illuminare. Ci mancheranno le tue parole, la passione che mettevi in ogni cosa che narravi, l’analisi lucida e attenta con cui osservavi il mondo, suscitando interesse, alimentando riflessioni e trasmettendo conoscenza. Con te ho imparato che non esiste mai una sola verità, ma che nella sua ricerca si possono trovare risposte alle domande, letture inedite e nuove visioni di ciò che ci appartiene e ci circonda, del nostro essere stati e del nostro essere ancora in cammino. Ci siamo incontrati tante volte e, in ogni occasione, ho compreso qualcosa in più del perché siamo sardi e del perché, talvolta, ci sentiamo soli. Terrò negli occhi e nel cuore l’immagine di te che balli, da solo, nella piazza confusa e festante di Arzana, tra la tua gente in festa e tua moglie poco distante. L’ultimo nostro incontro resta nell’abbraccio di un ricordo che non conoscerà fine. Grazie di tutto, Bachisio".
La cantante Maria Giovanna Cherchi: "No prof, che brutto scherzo, che notizia dolorosa! Mi chiami sempre per prendermi un po’ in giro, per ridere un po’, invece non posso più progettare con te nuovi incontri in vigna, non c'è più tempo per la nostre chiacchierate in festa per bere insieme il vino che mi hai dedicato. Non posso più annoiarti con le mie richieste artistiche che ti facevano un po’ arrossire e che accontentavi sempre. Ho tra le mani un tesoro grandissimo, quello che mi hai lasciato e che mi obbliga a una grande responsabilità! Oggi i versi che mi hai dedicato, quelli restano vivi, un monito, un continuo insegnamento e io non li dimenticherò! Nel cassetto la nostra ultima canzone, il tuo inno alla salvaguardia della terra, sarà per tutti te lo prometto! Grazie immensamente! Buon viaggio".


