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Centoundici anni fa quelle parole nascevano dalla penna di un poeta di Sarule. Nessuno avrebbe potuto immaginare quante voci le avrebbero cantate, quante generazioni le avrebbero fatte proprie e quanto lontano sarebbero arrivate. “A diosa – Non potho reposare”, scritta da Salvatore Sini, ha attraversato più di un secolo senza smettere di parlare d’amore e diventando, nel tempo, parte della memoria collettiva della Sardegna.
Il 18 settembre 2026 quella lunga storia torna nel luogo da cui tutto è partito. Sarule celebra i 111 anni di “A diosa” con “A diosa Fest – 111 anni di emozioni senza tempo”, una grande manifestazione che dalle ore 18 riunirà musica, parole, tradizione, memoria e spettacolo, con artisti e interpreti di generazioni differenti chiamati a confrontarsi con uno dei testi più conosciuti e amati della cultura sarda.
L’idea non è semplicemente ricordare una canzone, ma raccontare ciò che è diventata in 111 anni: da poesia a musica, dalle grandi interpretazioni del passato alle riletture contemporanee, fino a entrare nelle storie personali di migliaia di sardi.
L’evento è organizzato dal Comune di Sarule, in collaborazione con SaruleLab, dal Gruppo Folk “Monte Gonare” e da Sardegna Live, con la conduzione e il coordinamento artistico di Giuliano Marongiu.
Nel corso della manifestazione sarà assegnato il Premio A Diosa 2026 fortemente voluto dal sindaco Maurizio Sirca.
Sul palco saliranno artisti e protagonisti della cultura musicale sarda appartenenti a generazioni ed esperienze differenti. Tra gli ospiti Valerio Scanu, vincitore del Festival di Sanremo, Maria Luisa Congiu, Roberto Tangianu, Badore Ladu, Fabrizio Sanna & Laura Santucciu, Zenias, Gianbattista Longu e Incantos, insieme al Tenore Monte Gonare e al Gruppo Folk Monte Gonare di Sarule.
Un cast pensato per raccontare, attraverso sensibilità diverse, la straordinaria capacità di Non potho reposare di continuare a vivere nel presente. Perché quella di A diosa è una storia che non si è mai fermata.
Dalle interpretazioni di Maria Carta ai Tazenda, dai Bertas al Duo Puggioni, da Franca Pinna a Maria Giovanna Cherchi, da Mango ad Anna Oxa e Luigi Lai, fino alle riletture più recenti di Marco Carta, Mahmood, eroCaddeo e Jovanotti, il brano ha continuato a incontrare nuove generazioni e nuovi pubblici.
La serata sarà arricchita da alcune di queste testimonianze che si uniranno a racconti di artisti e personaggi che, in modi diversi, hanno incontrato Non potho reposare e ne hanno contribuito alla diffusione, come quelle di Benito Urgu, Grazia Di Michele e Chiara Sini, familiare del poeta.
Saranno parole, ricordi e immagini a comporre il mosaico di una canzone che per molti è diventata qualcosa di più di un brano musicale: un ricordo personale, una dichiarazione d’amore, un simbolo identitario. Uno dei momenti più attesi della serata sarà la proiezione del progetto video “A diosa”, ideato e realizzato dall’Associazione Presenza (Isole comprese), con la regia di Renzo Gualà.
A interpretare il celebre brano saranno sette importanti realtà corali nuoresi, dirette da Alessandro Catte, con la voce solista del tenore di fama internazionale Piero Pretti. Un progetto che mette insieme coralità, immagini e territorio per restituire una nuova dimensione a una poesia che, da oltre un secolo, continua a parlare al cuore della Sardegna. Il programma delle celebrazioni prenderà il via già dalla mattina.
Alle 9.00 di venerdì 18 settembre è prevista l’Estemporanea di Pittura promossa dal Comune di Sarule. Spazio anche alla letteratura con il Concorso di Poesia e Prosa “Premio Salvatore Sini”, aperto alle opere in lingua sarda e italiana che dovranno essere inoltrate entro il 14 settembre.
I vincitori saranno premiati nel corso della serata dell’A diosa Fest. Bando e regolamento sono disponibili sul Portale Sardegna Live e possono essere richiesti al Comune di Sarule.
Centoundici anni dopo, A diosa continua a vivere. È cambiata la musica, sono cambiate le generazioni, sono cambiati gli interpreti. Ma quelle parole hanno conservato intatta la loro forza. “A diosa Fest” nasce per celebrare proprio questa eternità. La capacità di una poesia nata a Sarule di diventare canzone, di una canzone di diventare memoria, e di una memoria di trasformarsi in patrimonio condiviso. Il 18 settembre Sarule sarà il luogo in cui questa storia tornerà a raccontarsi: con la musica, con le voci, con le immagini, con la poesia, con la tradizione e con il pubblico. Una festa popolare e culturale e un omaggio alla figura e ai luoghi di Salvatore Sini. E soprattutto, una dichiarazione d’amore alla Sardegna attraverso una delle sue canzoni più belle. Il grande evento apre, di fatto, il fine settimana di Autunno in Barbagia a Sarule, che proseguirà sabato 19 e domenica 20 settembre: nel corso delle tre giornate operatori economici, hobbisti, associazioni locali e del territorio esporranno e animeranno uno dei borghi più belli dell’entroterra barbaricino.



