C'è un valore particolare nel fatto che il saluto di don Totoni Cosseddu alla comunità di Lula arrivi proprio nei giorni in cui il paese si prepara a celebrare la sua festa più sentita. Dopo quasi nove anni alla guida della parrocchia, don Cosseddu si appresta infatti a concludere il suo ministero a Lula in concomitanza con le celebrazioni di Santa Maria Assunta, patrona del paese.

Un intreccio che rende ancora più significativo il momento: da una parte la comunità che, come ogni anno, si raccoglie attorno alla propria Patrona; dall'altra un sacerdote che si prepara a lasciare le persone, le famiglie e le realtà che hanno accompagnato una parte importante del suo percorso pastorale.

Nel tracciare un bilancio della sua esperienza, don Totoni sceglie di partire dalla semplicità. In questi quasi nove anni, racconta a Sardegna Live, “ho cercato di annunciare il Vangelo nella semplicità e nella quotidianità, proponendo quello che Papa Francesco amava definire la ‘pastorale della porta accanto’: una pastorale fatta di vicinanza, di ascolto e di presenza concreta accanto alle persone”.

“Ho cercato di vivere questa presenza attraverso le visite alle famiglie, la vicinanza ai malati, il coinvolgimento dei bambini, gli incontri con le persone e quei momenti semplici che nascono nella vita di ogni giorno: al negozio, per strada, nelle occasioni ordinarie della quotidianità. Perché è proprio lì, nella vita concreta delle persone, che il Vangelo è chiamato a farsi vicino, a diventare presenza concreta e a calarsi nel vissuto quotidiano”, spiega.

Solennità a tradizione nella celebrazione dell'Assunta: “In questo cammino, per i lulesi, occupa un posto speciale la festa di Santa Maria Assunta, che rappresenta certamente l’apice della devozione popolare lulese. È una festa profondamente sentita dalla comunità, al pari della festa di San Francesco e delle tre grandi feste settembrine legate alla devozione e alla tradizione del paese: la Madonna del Miracolo, San Nicola e San Matteo. La festa dell’Assunta costituisce il fulcro della devozione popolare di Lula. Il momento più bello è rappresentato dalla solenne processione della Dormiente, che, a mio parere, e secondo il parere di molti, è tra i simulacri più belli della Sardegna. In essa tutta la comunità si ritrova attorno alla propria Patrona e, attraverso la bellezza dei costumi tradizionali, la solennità degli stendardi e la preghiera del Rosario in sardo, manifesta ed esterna quei sentimenti di fede e di devozione che porta nel profondo del proprio cuore”.

“Lula – conclude il parroco – è questo: un popolo che sa amare, che sa gioire, che sa pregare. Un popolo che nelle proprie tradizioni, nelle proprie feste e nella devozione a Maria custodisce una fede profonda, capace di unire la comunità”.

E così, mentre il paese si prepara ancora una volta a portare la Dormiente per le sue strade, la festa dell'Assunta assume quest'anno anche il significato di un passaggio. Per la comunità sarà l'occasione di rinnovare un rito antico e profondamente identitario; per don Totoni, uno degli ultimi momenti vissuti da parroco di Lula. Un saluto che arriva nel luogo e nel momento forse più rappresentativi del legame costruito in questi anni con la comunità: attorno alla Patrona, dentro una tradizione che continua e che, di generazione in generazione, racconta l'anima del paese.