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C’è un’asta speciale che sta per battere i suoi colpi nell’Isola, ma non si vendono quadri né cimeli. Si vendono pensieri, versi d’uccello o di poeta. Sotto le insegne del CeDAC Sardegna, Alessandro Bergonzoni torna a calcare i palchi sardi con la sua nuova, funambolica creatura: “Arrivano i Dunque / Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca”.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Carcano di Milano e rappresentato a Cagliari, Carbonia e Dorgali, non è una semplice pièce teatrale, ma un travolgente monologo che sfida la forza di gravità della logica. L'artista bolognese, già vincitore dei premi UBU, Hystrio e della Critica, invita il pubblico a un "itinerario alla (ri)scoperta del significato recondito delle parole".
Dimentichiamo la sintassi tradizionale: Bergonzoni si muove in un "flusso di coscienza" che trasforma il linguaggio in un divertissement metaletterario. Attraverso anagrammi, assonanze e dissociazioni stralunate, l'attore scardina i luoghi comuni per entrare in una dimensione quasi esegetica.
"Parto dallo sproposito... varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok".
Ma dietro l'ironia corrosiva e il gioco linguistico si cela un'urgenza profonda. Bergonzoni non gioca solo con le sillabe; indaga la fragilità della condizione umana e le contraddizioni di una società immersa in epoche di guerre e catastrofi ambientali. La sua scenografia, definita dallo stesso autore come “èscatologica”, diventa il luogo dove il "sole blu" e la "giovane saracinesca" invitano a un "sciamanumanesimo" collettivo.
Il percorso di Bergonzoni è indissolubilmente legato a un interesse profondo per temi che scottano: carcerazione, immigrazione, malattia e pace. Non è un caso che nel 2022 gli sia stato assegnato il Premio Nazionale Cultura della Pace. Lo spettacolo diventa quindi uno strumento per "risvegliare la consapevolezza" e spingere lo spettatore a immaginare un futuro migliore attraverso la forza d'urto di parole che esondano dalle regole della grammatica.
Con la regia firmata dallo stesso Bergonzoni insieme a Riccardo Rodolfi, "Arrivano i Dunque" promette di essere quel "fiume di parole" capace di spazzar via le certezze quotidiane, lasciando sul fondo, come in un moderno mito, la necessità di restare "altristi" in un mondo che tutto chiede.


