La Procura di Sassari ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti di Gianfranco Lai, dirigente della società sportiva Atletico Ozieri, che aveva in uso il campo sportivo di Meledina, a Ozieri, in relazione alla morte di Gioele Putzu, il bambino olbiese di 9 anni rimasto schiacciato dal crollo di una porta di calcetto il 14 settembre 2024.

Questa mattina, davanti al gup Sergio De Luca, si è aperta l’udienza preliminare. Presente l’imputato, difeso dall’avvocata Adriana Pisu, mentre i familiari del piccolo Gioele si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Giampaolo Murrighile, Sergio Milia e Marco Salaris. Al momento resta fuori dal procedimento il Comune di Ozieri, proprietario dell’impianto sportivo.

Su richiesta della difesa, il giudice ha disposto una modifica del capo d’imputazione, al fine di specificare con maggiore precisione le eventuali colpe od omissioni contestate all’imputato. L’udienza è stata aggiornata al 25 marzo, data in cui è prevista la discussione delle parti.

La tragedia si era consumata poco dopo le 18, quando Gioele era entrato nel campo di Meledina per giocare insieme a due coetanei e, improvvisamente, una porta mobile da calcetto – di quelle utilizzate per allenamenti e partite dei più piccoli – era crollata, travolgendolo. I soccorritori del 118 avevano tentato a lungo di salvarlo, ma per il bambino non c’era stato nulla da fare: Gioele è morto a causa di gravi lesioni cardiache provocate dal trauma.

A rendere ancora più doloroso il ricordo di quella giornata, le polemiche scoppiate in serata: mentre sul campo sportivo si era appena consumata la tragedia, a poche decine di metri, alle 22, si era tenuto un concerto di Fedez, con migliaia di persone in festa. Un contrasto che aveva suscitato indignazione e acceso il dibattito sulla gestione dell’emergenza e sull’opportunità di confermare l’evento.

Ora la vicenda entra nel vivo giudiziario, mentre la comunità continua a chiedere verità e giustizia per la morte di Gioele.