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Immaginate un uomo che sfida le leggi della fisica non solo con i calcoli, ma con il proprio corpo, trasformando algoritmi in acrobazie e circuiti integrati in sinfonie. Questo è il cuore pulsante di Control Freak, lo straordinario one-man show di e con Kulu Orr, un artista multidisciplinare che ha saputo fondere due mondi apparentemente distanti: quello del circo contemporaneo e quello dell'alta tecnologia. La trama ci introduce un protagonista teneramente disastroso, personaggio tanto geniale quanto maldestro, un "nerd" d’altri tempi che ingaggia una lotta serrata contro una scenografia viva e ribelle.
In un crescendo di situazioni comiche e paradossali, il protagonista tenta di domare marchingegni tecnologici che sembrano avere una volontà propria. Non è solo una dimostrazione di abilità, ma un inno alla fragilità umana e alla capacità di trasformare l'errore in una nuova forma di meraviglia. Sotto i nostri occhi, il palco si trasforma in un laboratorio incantato dove la giacca dell'artista diventa una console luminosa e le palline da giocoliere si tramutano in strumenti musicali.
Kulu Orr non è un interprete comune. Con una formazione accademica in fisica e matematica e un passato da team leader nel settore R&D high-tech, ha dedicato oltre vent'anni alla ricerca della "vera magia". Le sue capacità spaziano in settori incredibilmente diversi: circo classico: (padroneggia la giocoleria con sette palle, il monociclo e l'equilibrismo su corda), invenzione musicale (suona strumenti di sua creazione e manipola loop musicali in tempo reale) e tecnologia audiovisiva (controlla luci, schermi e suoni attraverso i movimenti del corpo e dei vestiti, grazie a complessi sistemi informatici da lui stesso programmati).
Dimenticate la distinzione tra generi musicali: in questo spettacolo, la musica di Bach si intreccia con la voce di Nina Simone, mentre i ritmi dei Beatles e dei Red Hot Chili Peppers vengono remixati attraverso la tecnologia digitale in un dialogo continuo tra passato e futuro. Il pubblico non è un semplice osservatore passivo. Viene trascinato in un mondo dove la quarta parete si sgretola, diventando complice di un’esperienza immersiva e partecipativa che culmina in finali pirotecnici e coinvolgenti Control Freak ridefinisce i confini tra arte e scienza. Assistervi significa vedere la tecnologia spogliata della sua freddezza e rivestita di poesia.
È uno spettacolo adatto a tutti: dai "bambini del nostro tempo" abituati ai tablet, agli adulti che cercano un teatro capace di stupire con intelligenza, ironia e un pizzico di follia.




