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Musica, danza, tradizione e un caloroso incontro fra popoli in una tre giorni entusiasmante a Sarroch, che dal 24 al 26 luglio ospiterà la prima edizione del Sarroch Folk Festival, manifestazione che unisce il patrimonio culturale della Sardegna al folklore internazionale attraverso spettacoli, laboratori, concerti, mostre, presentazioni di libri e momenti di convivialità.
L’evento tanto atteso, organizzato dalla Pro loco di Sarroch, si svolgerà tra Villa Siotto e il Parco Pubblico, con un succulento calendario di appuntamenti rivolti a persone tutte le età. Al centro della manifestazione la valorizzazione delle tradizioni sarde, tra cui l'esibizione del Gruppo Folk di Uta, affiancata dalla presenza di gruppi folk provenienti da Senegal, Martinica, Messico, Argentina e Timor Est, protagonisti della serata internazionale.
"L’obiettivo è far conoscere il folklore a 360 gradi, dimostrando che non è qualcosa di relegato al passato o di antiquato - spiega ai microfoni di Sardegna Live la presidente della Pro loco, Gloria Atzei -. Vogliamo far vedere come il folklore sardo e quello internazionale possano convivere, creando un’occasione di arricchimento e di scambio culturale".
Si tratta inoltre di una manifestazione dal fortissimo valore affettivo, in quanto dedicata al ricordo di Elena, una delle fondatrici del Comitato di Sant'Efisio e Santa Vittoria, purtroppo scomparsa lo scorso maggio e profondamente legata al folklore del paese. "Elena era semplicemente folklore a 360 gradi, io ho iniziato a ballare a cinque anni di età e la conobbi allora. Ha vissuto il folklore con passione per tutta la vita. Quest’anno il festival è dedicato a lei e la sua famiglia presenzierà. Siamo certi che le avrebbe fatto molto piacere vedere questo evento prendere forma", racconta la presidente.
Tra le novità di questa edizione ci sarà anche la prima gara di ballo sardo, in programma nella serata inaugurale del 24 luglio. "Ci auguriamo una grande partecipazione: il festival nasce per coinvolgere tutta la comunità e per far vivere il folklore come un patrimonio vivo, capace di unire persone e culture diverse", conclude gloria Atzei.
IL PROGRAMMA
Il festival prenderà il via venerdì 24 luglio presso Villa Siotto alle ore 17:00 con l’esposizione degli abiti tradizionali curata dall’Associazione culturale Santa Vittoria.
Alle ore 18:00 spazio al laboratorio di ballo sardo, organizzato dal Gruppo Folk Sciarak (massimo 15 partecipanti), mentre alle 18.30 il maestro Orlando Mascia guiderà un laboratorio dedicato alla costruzione delle launeddas (massimo 10 partecipanti).
Dalle 19 saranno aperti gli aperitivi in Villa, mentre dalle 21.30 la serata entrerà nel vivo con il concerto dei Cuncordias e la gara di ballo sardo aperta al pubblico.
Sabato 25 luglio presso il Parco Pubblico, la giornata inizierà alle 9:30 con “Giogus Antigus”, laboratorio e giochi della tradizione sarda a cura di Contos Pintaus, a ingresso libero.
Alle 19:00 è prevista la presentazione dei libri L’alchimista di Biddemores di Igor Melis e Lettera di un bruco a una farfalla di Fleanna Lai.
Dalle 19:30 apriranno gli stand degli hobbisti e degli artigiani, seguiti dagli aperitivi al Parco a partire dalle 20.
Alle 21:30 si terrà la serata internazionale del festival con le esibizioni dei gruppi folk La Cie de Danse Pom’Kanel (Martinica), Associação Cultural Wewiku Wehali (Timor Est), Pago Montielero (Argentina), Cultura y Tradición Querétaro (Messico), Sunu Africa (Senegal) e della Pro Loco Uta per la Sardegna. A presentare la serata sarà Roberto Tangianu.
Domenica 26 luglio, presso il Parco Pubblico, l’ultima giornata si aprirà alle 9:00 con il laboratorio caseario curato da Marco Corda - Bedustu, a ingresso libero.
Dalle 19:00 torneranno gli aperitivi al Parco e, dalle 19.30, gli stand espositivi.
Alle 20:30 si esibiranno i Folkbusters, progetto musicale di Matteo Muscas e Samuele Meloni, che reinterpreta sonorità moderne attraverso il linguaggio musicale della tradizione sarda.
Gran finale alle 21:30 con il concerto dei Tenores di Neoneli, accompagnati dall’Orchestra Popolare Sarda, in uno spettacolo che celebra oltre cinquant’anni di diffusione della musica tradizionale sarda nel mondo.


