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Tredici anni fa il drammatico naufragio della nave da crociera Costa Concordia davanti all'Isola del Giglio che provocò la morte di 32 persone tra i passeggeri e i membri dell’equipaggio.
GLI INTERVENTI DEI VIGILI DEL FUOCO
I Vigili del fuoco, operando in condizioni estreme, salvarono centinaia di passeggeri rimasti a bordo, dimostrando un coraggio straordinario durante la tragedia. E proprio sugli account social dei Vigili del fuoco sono stati ripercorsi quei terribili momenti, con le immagini degli interventi grazie ai quali sono stati salvati centinaia di passeggeri.
L'ESPERIENZA DI UNA COPPIA ALGHERESE
Tra i passeggeri della nave da crociera, Eleonora e Morgan, una coppia algherese unita da 25 anni. Gestiscono insieme un salone di parrucchieri nella città catalana e proprio per il loro lavoro, il 13 gennaio del 2012, erano sulla Costa Concordia con le loro due figlie di sette e quattro anni. In un’intervista rilasciata a Ilaria Cardia avevano parlato di quella terribile esperienza.
IL RACCONTO
Eleonora e Morgan erano al ristorante con le loro due figlie di 7 e 4 anni. “Mia figlia si lamentò, mi disse di sentire freddo. Decisi, in attesa delle portate, di portarla in camera per prendere una giacca. Mio marito rimase solo al ristorante perché le portai con me entrambe”. Dopo cinque minuti avvenne l’impatto. La nave si piegò. Tutti i piatti, le posate, le bottiglie si rovesciarono provocando un rumore assordante. Morgan non si rese subito conto della loro posizione. Era al centro della nave, non aveva una visuale completa; lo stesso racconta: “Mi guardai intorno e la situazione era totalmente opposta a un attimo prima. Tutto capovolto, gente completamente in panico, persone che si tiravano anche i capelli. L’acqua scendeva come cascate dagli ascensori a causa del rovesciamento delle piscine dell’ultimo piano. La mia preoccupazione, mentre ero là, era riuscire a ritrovare la mia famiglia in una nave mastodontica di cui non conoscevo nulla.”
Eleonora, per pochissimi attimi non si trovò in quegli stessi ascensori durante l’impatto. Li aveva appena lasciati per raggiungere la sua camera. Mentre cambiava sua figlia, sentì la nave inclinarsi verso l’alto “In quel momento la nave salì sopra le secche. In un attimo andò via la luce, feci sedere le bambine nel letto e mi affacciai dal balcone trovando uno spettacolo surreale: la nave completamente adagiata sugli scogli – spiega Eleonora e continua - In lontananza una chiesa, quella dell’Isola del Giglio. Mi feci il segno della croce e dissi ‘Gesù aiutaci tu’. Indossai un sorriso, mi feci forza e rientrai dalle bambine con finto entusiasmo e le dissi ‘Siamo di fronte a una bella città! Adesso prendiamo le scialuppe e scendiamo giù per fare un bel giro!’”.