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A pochi giorni dalle vacanze di Pasqua arriva la firma sulla parte economica del nuovo contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. Un passaggio atteso che riguarda oltre un milione di lavoratori tra scuola, università, ricerca e Afam, e che porta con sé aumenti in busta paga e il pagamento degli arretrati.
L’intesa, sottoscritta all’Aran da tutti i principali sindacati, prevede un incremento medio di 137 euro lordi mensili per tredici mensilità a regime dal 1° gennaio 2027. Nel dettaglio, gli aumenti risultano più consistenti per i docenti, con una media di 143 euro mensili, mentre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) si attestano sui 107 euro.
Gli incrementi saranno distribuiti in tre tranche annuali, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, 2026 e 2027, includendo anche l’anticipazione dell’indice Ipca già erogata. Poiché la firma arriva nel corso del secondo anno di validità del contratto, per i lavoratori sono previsti anche gli arretrati: secondo le stime, le somme maturate potranno variare indicativamente tra circa 815 e 1.250 euro, a seconda del profilo professionale.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivendicato sui social l’importanza dell’accordo, ricordando che si tratta del terzo rinnovo del comparto scuola dall’inizio della legislatura, un fatto definito “mai accaduto prima”. Complessivamente, sommando gli ultimi tre contratti (2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027), gli aumenti strutturali arrivano a una media di 395 euro mensili per l’intero comparto e fino a 412 euro per i docenti.
"Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale. Ho richiesto l'anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all'incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari", ha sottolineato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
"Dall’insediamento del Governo a oggi - ha continuato il ministro - abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come Ministero dell'Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024. Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola".
Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha parlato di un incremento complessivo del 16% per circa 1,3 milioni di lavoratori, sottolineando come siano già state stanziate le risorse per il successivo rinnovo contrattuale 2028-2030.
Tra gli elementi che saranno affrontati nella parte normativa del contratto, ancora da definire, figura anche il tema della tutela legale per il personale scolastico in caso di aggressioni, sulla scia di quanto già previsto per il settore sanitario.







