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È di queste ore la notizia che il comico Andrea Pucci ha deciso di rinunciare all'invito di Carlo Conti in qualità di co-conduttore della terza serata del Festival di Sanremo. "Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!", dice il comico sostenendo che la notizia del suo ingaggio è stata accolta da un'onda mediatica negativa che altera "il patto fondamentale" con il pubblico.
Per questo la scelta del passo indietro, ringraziando Carlo Conti e la Rai. "Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più", afferma Pucci. "Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno". A esprimere solidarietà al cabarettista la stessa premier Giorgia Meloni: "Un fatto che racconta la deriva illiberale della sinistra".
NEL 2014 LA POLEMICA A FONNI
Mentre la polemica investe le parti politiche del Paese, sul web riemergono vecchie ruggini intercorse fra i sardi e il comico milanese, protagonista di alcuni episodi "turbolenti" nell'Isola.
Nel 2014, ospite della festa della Madonna dei Martiri a Fonni, Pucci entrò in contrasto con il comitato organizzatore dei festeggiamenti raccontando su Facebook: "Dopo 21 anni di carriera, quello che vi racconto non mi era mai accaduto. Serata in piazza organizzata dal comitato di Fonni, all'apparenza persone molto gentili. Parte lo spettacolo, dopo 40 minuti costretto a terminare con successo come sempre, in quanto il cavo dell'iPad non legge più le musiche. Tra gli applausi, concludo la mia prestazione, faccio un'ora e mezza di fotografie e autografi con tutti. Nel frattempo il capo del comitato decide di non pagarmi perché ho fatto 40 minuti anziché un'ora. Il mio agente sardo mi dice di stare pure zitto sennò qui ti fanno esplodere la macchina".
"OFFESI E AMAREGGIATI"
Un resoconto che suscitò la risposta di una giovane Daniela Falconi, oggi sindaca di Fonni e allora membro del comitato organizzatore della festa. "Inutile dirle che apprendiamo con amarezza la sua reazione alla serata – scriveva Falconi in un post ricondiviso dalla stessa sindaca in queste ore –. Serata che, come lei ha scritto ha riempito la piazza di persone che sono venute solo per lei e con la piazza piena hanno assistito a malapena a 30 minuti di spettacolo (e non 40 come lei scrive). Le foto con i fan sono normali. Le dirò di più, i Nomadi il giorno prima sono rimasti ben oltre. E le dirò ancora di più, i Nomadi hanno cenato con noi senza pretendere un trattamento privilegiato in ristorante come ha fatto lei. E se lei fosse stato così umile da stare con noi si sarebbe accorto che non siamo dei bombaroli ma un gruppo di ragazzi che hanno lavorato un intero anno per pagare il suo cachet".
"Se fosse rimasto con noi si sarebbe accorto che la nostra delusione era talmente tanta, ma che siamo persone normali e civili. E se il giorno dello spettacolo eravamo delusi, oggi a leggere queste parole siamo arrabbiati offesi e amareggiati. Perché non ha offeso solo noi e il nostro comitato, ma tutto il paese che per un anno ci ha sostenuto. Valuteremo pertanto come difendere la nostra onorabilità".
"I SARDI SONO SEMPRE INCAZZATI"
Nel 2022 un altro episodio del controverso rapporto fra Pucci e i sardi. Il comico parlò delle feste popolari nell'Isola in uno sketch televisivo divenuto virale. Una serie di battute che cavalcavano i classici stereotipi facendo storcere il muso a numerosi utenti isolani sul web. "La Sardegna è un'isola meravigliosa. Ho fatto centodieci date in Sardegna e tutti mi dicevano: 'Che fortuna, sarai stato in Costa Smeralda, Porto Cervo, Porto Rotondo'. No! I paesini loro dai nomi impronunciabili, con i comitati", disse Pucci.
"I sardi sono incazzati neri 365 giorni all'anno – ancora il comico suscitando l'ilarità del pubblico –. Li chiami a Natale per gli auguri e rispondono: 'Anche a te! Vaffanculo!'. Hanno delle sopracciglia in cashmere. Sono piccolini, incazzati. 'L'hai mangiata la pecora?!'. L'8 di agosto, la pecora! Avete mai preso il filu ferru? E' benzina verde. Sempre incazzati, non c'è un discorso tranquillo, una tensione!".
E poi raccontò la sua esperienza come ospite delle feste paesane: "I miei spettacoli, mica subito! Arrivavo alle 8, ma prima tre ore dei loro gruppi folkloristici: 150 sardi piccolini che girano urlando, due coglioni! Tre ore, basta!".



