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Grande attesa a Dorgali per “Tempus pro nois”, il concerto del Coro femminile Ilune, diretto dal maestro Alessandro Catte, in programma sabato 24 gennaio 2026 alle 20:30 al Centro culturale Bachisio Fancello, a Dorgali.
Un appuntamento che unisce musica, poesia e identità, reso possibile grazie al sostegno della Fondazione di Sardegna, che ha creduto fin dall’inizio nella forza e nel valore dell’iniziativa.
“Tempus pro nois” è molto più di un concerto: è un percorso tra parole e suoni, tra memoria e presente, che mette al centro la voce femminile, protagonista di una coralità che per lungo tempo è stata appannaggio esclusivo degli uomini. Donne che oggi trovano il coraggio di raccontarsi e di raccontare il mondo, il passato che ci ha formati e il futuro che si va costruendo.
Ad arricchire la serata sarà la presenza della giornalista di fama internazionale Mariangela Pira, originaria di Dorgali, che accompagnerà il pubblico in questo viaggio tra musica e parola, creando un dialogo intenso tra racconto e canto, tra emozione e riflessione.
Saranno undici i brani in programma, eseguiti dal Coro Ilune con l’accompagnamento di un’orchestra di 30 elementi, diretta dallo stesso Alessandro Catte, che ha curato sia le partiture sia i testi. Il concerto si aprirà con l’inedito “Tempus pro nois – Tempo per noi”, una composizione che parla del nostro tempo e del ruolo sempre più centrale delle donne nella coralità di ispirazione popolare.
Un posto speciale è riservato alla poesia di Angelina Sotgia, poetessa di Dorgali, le cui liriche diventano ispirazione, musica e nuova voce corale. Tre i brani firmati dalla sua penna: “Sas mammas”, “Mammas pregade” e “S’umbrache”, testi che restituiscono immagini potenti, frammenti di vita e memoria capaci di trasformarsi in melodia e di trasportare l’ascoltatore in tempi lontani.
Nel brano “In nara mama” di Alessandro Catte emerge invece il rimpianto di una madre per un passato più semplice e autentico, quando bastava poco per sentirsi sereni e felici. Non mancheranno due brani sacri che fanno parte del repertorio storico del coro, “Plena de grassia” e “Babbu ’e su paradisu”, riproposti in una suggestiva veste orchestrale. Il repertorio religioso assume un valore particolare per donne che vivono profondamente il Cristianesimo in Sardegna, rendendo naturale e doverosa questa scelta.
La voce dei grandi poeti dorgalesi trova spazio anche in “Incantu”, testo attribuito a don Zuanni Mulas, tra i più importanti poeti in limba dorgalese vissuti agli inizi del Novecento. Una notte di luna piena fa da sfondo alle pene d’amore del poeta, che cerca conforto nella natura che lo circonda. Il tema dell’emigrazione, ferita ancora aperta nella storia sarda, viene affrontato nel brano “Adios”, che racconta il distacco e la lontananza di chi attraversa il mare in cerca di lavoro e spesso non fa ritorno.
Il concerto si chiuderà con “Tres rosas” di Padre Luca Cubeddu (1748–1828) e “In brazzos de mama” del poeta nuorese Franzischinu Satta, suggellando una serata densa di emozioni, memoria e identità.
Il Coro Ilune ha già avviato le prove con l’Orchestra da Camera della Sardegna, guidata dal maestro Simone Pittau, un organico di grandi professionisti che hanno scelto di mettersi a disposizione di questo progetto.
La prevendita dei biglietti è ormai in fase conclusiva: il teatro è quasi esaurito, restano solo gli ultimi tagliandi per assistere a un evento che promette di lasciare un segno profondo nella comunità. È possibile richiedere informazioni e biglietti contattando il Coro Ilune attraverso i canali Facebook oppure telefonando al +39 347 358 8309.







