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Tre giorni di festa, una comunità riunita e un passaggio di testimone che guarda già al futuro. Si è conclusa ieri a Ozieri la 133ª edizione della Sagra della Beata Vergine del Rimedio, una delle ricorrenze più sentite del Logudoro, capace anche quest’anno di intrecciare devozione, tradizione popolare, spettacolo e partecipazione.
Le piazze della città hanno accolto migliaia di persone nel corso di un fine settimana che ha saputo parlare a generazioni diverse: dai momenti dedicati ai bambini alle serate musicali, fino alla giornata di domenica, cuore spirituale della manifestazione, con la Santa Messa, la solenne processione e la presenza dei gruppi folk e delle associazioni provenienti da tutta la Sardegna. Un percorso che ha riportato al centro il significato più autentico della festa, quello di una comunità che si ritrova attorno alla propria storia e alla devozione verso la Beata Vergine del Rimedio.
Grande partecipazione si è registrata anche online: la diretta streaming della celebrazione religiosa e della processione, trasmessa sui canali di Sardegna Live, ha consentito a tanti ozieresi lontani dall’isola (e non solo) di seguire e vivere idealmente uno degli appuntamenti più identitari della città, confermando il valore di uno strumento capace di unire tradizione e nuove forme di partecipazione.
Dietro il successo della 133ª edizione c’è stato il lavoro della Leva ’95, entrata quasi un anno fa nella Società Beata Vergine del Rimedio con l’obiettivo di accompagnare la comunità lungo tutto l’arco dell’anno e non soltanto nei giorni della festa. Un’esperienza che, come avevano spiegato a Sardegna Live gli stessi ragazzi alla vigilia, voleva andare oltre l’organizzazione degli eventi per trasformarsi in un progetto di ricambio generazionale e di rilancio dell’associazionismo.


"Non volevamo semplicemente organizzare una festa e poi concludere la nostra esperienza: volevamo costruire un meccanismo capace di continuare anche dopo di noi", avevano raccontato i componenti del comitato, sottolineando come l’obiettivo fosse quello di avvicinare progressivamente nuove generazioni alla vita della Società Religiosa e della comunità.
Una visione che ieri ha trovato il suo momento simbolico più importante: con la conclusione della 133ª Sagra, infatti, il testimone passerà ora ai fedales del 1996, chiamati a intraprendere lo stesso percorso all’interno della Società Beata Vergine del Rimedio. La Leva ’95, se necessario, continuerà ad affiancarli, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in questi mesi, in un passaggio che punta a garantire continuità e a rendere stabile un modello fondato sulla partecipazione dei giovani.
È forse proprio questo il lascito più significativo dell’edizione appena conclusa: la consapevolezza che una festa arrivata alla sua 133ª edizione continua a vivere perché, generazione dopo generazione, c’è chi sceglie di custodirla. La Leva ’95 ha raccolto questa eredità e ora la consegna ai coetanei del ’96, affinché una tradizione profondamente legata alla storia di Ozieri possa continuare a rinnovarsi senza perdere le proprie radici.





