Urthos e Buttudos | Fonni


DESCRIZIONE DELLE MASCHERE

Definite come "mascheras bruttas" (maschere brutte), le maschere di Fonni, Urthos e Buttudos, vennero così esemplificati dal Wagner: "Maschere cenciose e sudice, dal vestito a sbrendoli, ricoperte di pelle, tinte di fuliggine, che l’ultima sera di carnevale cantano parodie carnevalesche e impauriscono i ragazzi e le ragazze”. Erano quei travestimenti che la Chiesa vietava, per quella maschera bestiaria col suo traslato figurativo demoniaco.


S’Urthu, maschera ricoperta di pelle di montone, costituiva e costituisce tutt’oggi l’epicentro del rito simbolico, sul quale gravitano gli altri componenti della maschera, Sos Buttudos. Viene tenuto tramite una grossa catena di ferro da due Buttudos, i quali tengono a bada S’Urthu nel suo tentativo di avventarsi contro la gente, particolarmente sulle ragazze che devono giocoforza subire le sue “esuberanze” quando non riescono a divincolarsi.

Chi rappresenta S’Urthu è generalmente una persona robusta, forte e agile, che si arrampica sui balconi, sui muri e nei posti più improbabili nel tentativo di sfuggire alla sua sottomissione, creando scompiglio e meraviglia tra la gente.

S’Urthu che scappa e si arrampica, che crea scompiglio, che lotta con i suoi simili, che collassa al suolo sfinito mentre Su Buttudu lo percuote con il nervo spronandolo per rialzarsi, è l’espressione di una dimensione lontana e arcaica, fortemente identitaria, legata alla terra in questo fronteggiarsi tra Uomo e Bestia, tra bene e male in cui le entità sovrumane si alternano in una interpretazione di ruolo solenne riportando agli antenati mitici di un tempo primordiale, spesso in una raffigurazione mostruosa e inquietante attribuibile alle più lontane origini.


Su Buttudu indossa il caratteristico cappotto in orbace nero, pantaloni in velluto nero, sos cambales (una sorta di schinieri), sos ùssingios (scarponi in pelle), sas sonaggias (campanacci) e sa cironia (il nervo) utilizzata per sollecitare l’azione de S’Urthu.

Tutte le maschere hanno le mani e il viso completamente neri, tinti con s’intiveddu, ossia la fuliggine ottenuta dal sughero bruciato.

TUTTE LE MASCHERE ETNICHE PROTAGONISTE

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