Su Hussertu de Mamujada | Mamoiada


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Uno dei patrimoni culturali di Mamoiada è un canto polivocale di origini arcaiche chiamato "su hussertu".

La tradizione di questo canto è orale e viene tramandata da generazioni, di padre in figlio.

"Hussertu" è una parola di origine latina originata dall'unione di "cum" e "sero", e sta a indicare l accordo perfetto delle quattro voci maschili che crea una sola armonia.

"Su hussertu" rappresenta un pezzo importante della nostra storia, della nostra identità di popolo sardo, al punto di essere fonte di ispirazione, riuscendo a mantenere integro il suo ricco patrimonio di canti che risulta costituito da: s'isterridasa vohe antihasa vohe notteballu a passu torrauballu a sartiuballu andandeMuttosOgnuno di questi ha una propria finalità.

Lo stile del canto a hussertu si caratterizza per la ripetitività e variabilità dei toni,dei ritmi e dei giri armonici dei quattro cantori armoniosamente uniti distinti in quattro voci. I componenti di Su Hussertu de Mamujada sono Mario Mameli (vohe), Vincenzo Verrina (bassu), Giorgio Sedda (hontra) e Maurizio Diana (mesu-vohe).


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

L'abbigliamento tradizionale maschile di Mamoiada, o "Abbidu de vassallu" è così composto:

- "Sa berritta": copricapo in panno nero; 

- "Sa hammisa": camicia in tela bianca arricchita da una fine arricciatura su colletto e polsini detta "su dominu", e chiusa da "sos buttones" in filigrana d'oro;

- "Su curittu": giubetto di panno rosso scarlatto con ampia apertura sulle maniche e polsini ricamati;

- "Sa pedde": gilet in pelle d'agnello o capretto a pelo corto nero. Un tempo realizzato anche in pelle di vacchetta conciata indossata dai benestanti; 

- "Su hintorju": cintura in pelle talvolta finemente lavorata; 

- "Sa vrentera": sorta di marsupio in pelle dotata di tasche per contenere documenti e denari;

- "Su cartzone de goresi": gonnellino rigorosamente in orbace nero con plissettatura in vita. Sotto su carztone de goresi si indossa su "cartzone biancu" realizzato in tela o lino la cui lunghezza arriva fin sotto il ginocchio. 

- "Sas cartzas": anche queste ultime in orbace nero, fungono da calze e copriscarpe.

Completa il vestiario il tradizionale scarpone artigianale in pelle conciata chiamato "su husinzu".

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