Gruppo Folk "Su 'e Ortachis" | Bolotana


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Folk “Su e Ortachis” di Bolotana nasce come associazione nel 1996 da un gruppo di persone che già dal 1975 aveva costituito il gruppo di ballo, prendendo il nome di una nota località montana del paese. Attualmente composto di circa quaranta persone tra adulti e giovani, il gruppo indossa il costume tradizionale giornaliero, che rappresenta maggiormente la tradizione locale senza distinzioni di appartenenza sociale. L'associazione segue un mini gruppo folk da diversi anni, importante per garantire la continuità e infondere così nei più piccoli i valori e i suoni della tradizione.

“Su 'e Ortachis” ha partecipato alle manifestazioni più importanti dello scenario folclorico internazionale. Vanta, infatti, la partecipazione ai festival internazionali di Inghilterra, Croazia, Romania, Spagna, Turchia, Polonia e Nepal, Ungheria e tanti altri.

Ogni anno l'associazione “Ortachis” organizza a Bolotana, durante il mese di luglio, il “Festival Internazionale del folclore – Incontri di danze e tradizioni popolari” a cui partecipano diversi gruppi di ballo e musica da ogni parte del mondo. Quest’anno la 27^edizione è stata ancora più sentita poiché il festival è stato inserito nel circuito internazionale del CIOFF (Conseil International des Organisations de Festival de Folklore et d’art Traditionnels), un’organizzazione internazionale culturale non governativa che collabora con l’Unesco allo scopo di conservare, promuovere e diffondere la cultura tradizionale e del folklore.


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

 I colori predominanti dell’abito femminile sono il bianco del lino e il nero del tibet e delvelluto. Gli unici dettagli che lo impreziosiscono sono i ricami floreali presenti in “s’imbustu” e in “su muccadore”.

La camicia, “sa camisa”, di lino bianco è arricchita da un pizzo confezionato a uncinetto o intaglio, sopra la quale viene indossato un bustino di velluto nero, “s'imbùstu”, con ricami eseguiti a mano che riprendono i motivi floreali delle campagne come i papaveri, le spighe di grano e i fiordalisi.

La gonna, “sa munnèdda”, di semplice fattura, presenta una caratteristica unica nella parte posteriore, ovvero un gruppo di venticinque/trenta pieghe, denominata “sa caramannòla”, che pare variassero di numero a seconda dell'età della donna che la indossava.Il grembiule, “sa farda”, è di tessuto leggero di seta damascata e può essere di colore marron o vinaccio.Infine il fazzoletto, “su muccadòre”, è ricamato solamente in un angolo con motivi generalmente a rami di rose che riprendo quelli de “s’imbustu”.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

Il costume maschile è ugualmente molto semplice. Il colore predominante è il nero delvelluto di cui è fatto il gilet, “su corpette”, quello dell'orbace (furèsi) di cui sono fatti il gonnellino, “sas ràgas”, e le ghette, “sas mesas kàrtsas”.

La camicia, “su entòne”, e i pantaloni, “sas kàrtsas”, sono di lino bianco. A volte la camicia riporta sul colletto un semplice ricamo e può essere ornata con piccoli bottoni in argento simili a quelli femminili.

Sul capo inoltre veniva indossato il copricapo, “sa berritta”, anch’essa di orbace nera. Altro elemento del costume maschile è il cappotto o giacca, “su kabbànu”, sempre in orbace nero. E’ sicuramente un abito molto semplice ma che ha il pregio di essere curato in particolare nelle cuciture che a volte, specialmente nei risvolti delle giacche, si possono definire autentici ricami.


CURIOSITA'

Bolotana sorge su una collina sovrastata dalla catena del Marghine. Le grandi foreste di Badde Salighes, Ortachis e Mularza Noa sono ricche di sorgenti che alimentano il fiume Temo, ilCoghinas e il Tirso.

Il territorio è ricco di siti e reperti archeologici che testimoniano la presenza dell’uomo fin dalla preistoria. Lo rivelano i circoli rituali di Ortachis, le domus de janas di Puddèrigos e i numerosi nuraghi e proto-nuraghi sparsi sulla montagna.

Tra le numerose attrazioni di Bolotana spicca la Villa Piercy, fatta erigere nelle campagne del paese negli ultimi decenni dell’ottocento dall’ingegnere Benjamin Piercy, cui era stato affidato il progetto delle ferrovie sarde. Restaurata nel 2007, preservando l’autenticità dell’edificio in stile coloniale inglese e degli arredi, sorge all’interno di un vero e proprio giardino lussureggiante ricco di specie esotiche, portate a Bolotana dall’ingegnere Piercy di ritorno dai suoi viaggi in giro per il mondo.

In un recente passato il borgo di Bolotana era considerato il granaio della provincia di Nuoro, data la copiosa produzione di questo cereale. Nell’alimentazione tradizionale bolotanese, il pane ha da sempre rappresentato l’alimento principale, infatti ogni casa era provvista di forno a legna e di una stanza dove venivano riposti sia la provvista di grano che tutti gli attrezzi che servivano per preparare il pane. Nonostante le trasformazioni sociali ed economiche, nella gran parte delle famiglie le donne usano ancora preparare il pane come una volta, con la stessa maestria e ritualità che le nonne e le madri hanno loro insegnato.

Bolotana è un borgo estremamente attivo nell’organizzazione di eventi religiosi, manifestazioni civili che valorizzino le tradizioni. Un esempio è la festa dei Santi Bachisio e Isidoro che viene festeggiata due volte l’anno, dall’8 al 10 maggio e dal 5 al 7 ottobre nella chiesa campestre dedicata, attraendo migliaia di fedeli.

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