Gruppo Folk "Sant'Anna" | Tortolì


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Folk "Sant'Anna" di Tortolì nasce il 26 luglio 2011, in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant'Anna. L'associazione è composta di circa 40 elementi tra adulti e bambini. Dal 2013 organizza la manifestazione "Ballusu a Muncarori e Berritta", giunta ad oggi alla VII^ edizione.

Dal 2018, l'Associazione organizza Sa Festa nei giorni di Sant'Anna, evento che insieme a Ballusu a Muncarori e Berritta, ha come scopo la valorizzazione della città, con particolare cura nel dare la giusta luce al centro storico tortoliese.

L'Associazione fa della ricerca continua un pilastro cardine per riportare alla luce antiche fogge e tagli sartoriali che nei secoli sono stati modificati. L'abito femminile non ha avuto grosse modifiche dettate dalla moda che imperversò nell'isola nei primi decenni del '900, infatti seppure Tortolì fosse il centro più grande dell'Ogliastra, e quindi a maggior contatto con diverse culture e influenze, si è tenuto fede alla tipologia di taglio originarie e caratteristiche di “Su Gipponi” e di “Sa Fardetta”, mai modificati fino ai giorni nostri.


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

L'abito femminile è composto da:

– “Su Copribustu”, un reggipetto che a seconda della stagione poteva essere di lino o cotone.

– “Sa Camisa” che può essere nella versione giornaliera a “palasa in coddu” con essenziali ricami e pieghette, o nella versione festiva lavorata finemente a mano con un minuzioso lavoro di sfilatura di trame che nel davanti assume aspetti e toni floreali arcaici. “Sa Camisa” era sempre bianca con ampie maniche (particolare che in Ogliastra troviamo solo a Tortolì).

– “Sa Fardetta”, lavorata in vita con plissettatura o piccole pieghe che però si fermano sempre all'altezza della vita stessa; cade ampia e a campana in tutte le versioni da quella ricca a quella giornaliera della massaia. Veniva confezionata con colori a piacimento e utilizzando stoffe comuni a tutta l'Isola (panni di lana, seta stampata, il taffettà, il crespo, il gabardine e l'indianina). Nel davanti “Su telu e innanti” permette di regolare l'ampiezza della gonna a seconda delle esigenze della proprietaria.

– “Su Gipponi”, elegante e austero è agganciato in vita, in modo che risulti molto attillato, quasi a comprimere l'addome; è arricchito da una lavorazione minuziosa fatta con sottili nastri di pura seta plissettata nei polsi e nel petto. Anche “Su Gipponi” veniva confezionato con varie fogge,molto spesso più costose, perché serviva meno stoffa per farlo.

– “Su Cossu”, un particolare corsetto rigido è chiuso sull'addome da ganci d'argento. Senza maniche, era in velluto rosso o broccato.

– “S'Antaleni”, quasi sempre nero. Va posto a partire dall'addome, sopra “Su Gipponi”, per una lunghezza che va fino a pochi centimetri dal bordo inferiore della gonna.

– A cingere “Sa Fardetta”, “Su Gipponi” e “S'Antaleni” troviamo “Is Froccusu”, neri di raso conmotivi floreali di seta colorata.

Il copricapo che identifica Tortolì è sicuramente “Su Muncarori de seda” che veniva posto sul capo a caduta posteriore. Veniva posizionato da metà capo sopra “Su Turbanti” che non è altro che un piccolo triangolo di cotone rosso che fermava la capigliatura elegante e austera. Tipica della capigliatura “Sa ia 'e Pilu”, una riga molto evidente che ordinava la capigliatura esattamente in due parti. Sempre della stessa forma è “Su Muncarori Antigu” , in panno di lana, nei quattro lati è bordato da una fantasia di piccoli fiori colorati; veniva usato come copricapo giornaliero. A fine '800 vennero utilizzati gli scialli di Tibet di lana, che erano piccoli scialli, poco più grandi di un“muncarori”, con una lavorazione a frangia semplice a nodino. Erano di color caffè e nocciola. Oppure veniva utilizzato “Su Sciallu de Isposa” in taffettà, di colori chiari pastello che variavano dal rosa, al tabacco e al bianco ghiaccio.

Anche a Tortolì, come nel resto dell'Isola, venivano indossati sopratutto dalle classi più ricche dei manticelli. A tal proposito abbiamo numerose stampe del Dalsani che testimoniano l'utilizzo de “Sa Mantilla”, confezionata in panno di lana rosso nell'Ottocento.

I gioielli indossati dalle donne sono:

“Is Buttonis” che chiudevano la camicia all'altezza dello sterno.

– “Is Arrecadas de mesu luna” e “Is Piras de Coraddu” erano tipologie di orecchini molto diffuse, ma c'erano anche “Is Origlieras” e diffuse a fine '800 le Parure Borboniche che avevano la stessa tonalità e fantasia sia negli orecchini, sia nel medaglione, sia in anelli e spille.

– “Su Medaglioni” posto sul collo, era agganciato ad un vellutino nero.

– “Sa Broscia” era la spilla per eccellenza, agganciata al centro della camicia. Diffusissima la variante a perle pendenti “Sa Broscia a S'acqua marina”.

– “S'Agulla 'e Conca” era una spilla a forma di girasole, comune in tutta l'Isola, veniva posta sul capo posteriormente a fermare “Su muncarori”, “Su Sciallu” o “Sa Mantilla”.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

L'abito maschile è caratterizzato da tutte le componenti tipiche dell'abito maschile isolano.

-“Sa camisa a frungirura”, comune a tutta l'Isola, semplice e austera, è abbottonata sul collo dove “Su cabetzu” è finemente plissettato. Ampia nelle maniche e aperta sul davanti, è di lino o cotone.

-“Sa camisa a Chitarra” sicuramente più recente, viene agganciata fino al collo con i bottoni, ma presenta una tipologia di maniche meno ampia e allo stesso tempo è caratteristica sul davanti perla presenza di plissettature che si snodano parallelamente ai bottoni dal collo a metà busto.

-“Sa raga bianca” in cotone semplice e comune a tutta l'isola, è accomodata dentro i gambali.

- “Is Ghettas” nere e in orbace, giungevano fin sopra il ginocchio aderenti nella versione dell'abito di gala, mentre erano sempre aderenti ma più corte nell'abito giornaliero.

-“Sa raga niedda” è in orbace. La troviamo in più versioni: nell'abito di gala antico è lunga, plissettata finemente sulla cintura e poi cade più larga ma sempre ordinata per tutta la lunghezza del gonnellino.La seconda versione è più semplice, plissettata a “frungi frungi” e cadeva senza pieghe in tutta la sua lunghezza.

Così come quello femminile, l'abito maschile ha subito diverse influenze nel corso dei secoli. Fin dai primi anni del '700, tra Cagliari e Tortolì c'era uno stretto rapporto di commerciale e di comunicazione. Secondo alcune ricerche, questo portò le famiglie benestanti del paese, che avevano rapporti di parentela nel Cagliaritano, ad importare mode e capi. Tutto ciò è testimoniato dal fatto che Santi venerati nell'area Cagliaritana, come San Lussorio, San Gemiliano, Santa Greca, sono venerati anche a Tortolì.

Tortolì, inoltre, essendo capoluogo di provincia, all'inizio dell' 800 fu una sede della Gendarmeria Miliziana. Questo è importante nell'analisi del Corpetto di gala, nel quale troviamo molti elementi in comune con l'abito maschile delle Milizie di Cagliari. Il corpetto doveva essere rosso cremisi, a doppio petto e accollato, incorniciato da stringhe nere, che potevano essere da una a tre in base al titolo o grado che ricopriva il Miliziano. Abbottonato a destra da piattine d'argento, che poi successivamente vennero sostituite da monete, a sinistra vi erano sei bottoni in filigrana “a Giuali” che chiudevano il doppio petto con un'astina interna, una catenella corta e il bottone esterno.

Con il passare del tempo questa tipologia si diffuse e venne utilizzata anche nel vestiario comune, poiché con l'avvento del Regno d'Italia vennero istituite le Guardie del Regno che avevano un'altra tipologia di divisa. Quindi accadde che questi corpetti, che prima identificavano una posizione di potere, vennero usati comunemente soprattutto fra i benestanti.

Esisteva un'altra tipologia di corpetto, sempre a doppio petto e sui colori vicini al rosso. Abbottonato con sei bottoni in filigrana sul davanti, leggermente meno accollato, era incorniciato da strisce di raso nero o azzurro. Un'ulteriore tipologia è “Su Corpettu de Giardinieri”. Era di panno nero ma di diversa forma, con uno scollo a V e sciallato.

“Sa Berritta” comune a tutte le versioni si presenta lunga da 1 m a 1,40 m e poi veniva rimboccata a mo' di calza.

Diffuse anche “Sa Giacchitta” e “Sa Gabanella” di orbace nero, molto eleganti e comuni a tutta la Sardegna. Ad impreziosire l'abito maschile c'era un cinturone che veniva ricamato dalle sarte locali. L'uomo come gioielli aveva solo i bottoni in filagrana al collo e ai polsi chiamati “Is Buttonis”.


CURIOSITA'

Tortolì è situato nella costa centro orientale della Sardegna e il suo porto, situato ad Arbatax, ne permette il collegamento con la penisola e il resto d'Europa. Confina a Nord con Girasole e Lotzorai, a Ovest con Villagrande Strisaili, Elini ed Ilbono, a Sud con Bari Sardo. Il territorio si estende per circa 40 chilometri quadrati di pianura fertilissima.

Un fantastico scenario è quello degli Scogli Rossi, le grandi scogliere di porfido rosso che sono il simbolo del paese. Una menzione particolare merita la bellissima spiaggia di Orrì, premiata per il quinto anno consecutivo con la bandiera Blu.

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