Gruppo Folk "Pro Loco" | Samugheo


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Folk “Pro Loco” di Samugheo muove i suoi primi passi all’inizio degli anni ’20, in occasione di una manifestazione tenutasi a Sassari come omaggio ai Reali d’Italia. Nell’immediato dopoguerra il gruppo folk inizia ad assumere maggior importanza e nel 1954, quando si costituisce ufficialmente l’Associazione Turistica Pro Loco, tra le prime nell’isola, gli orizzonti della formazione si fanno sempre più ampi. Si inizia così, a partecipare con assiduità a manifestazioni, festival, sagre e rassegne organizzate in tutta la Sardegna, alle quali il gruppo ha contribuito sia con lo splendore del proprio costume che con il significativo bagaglio di tradizioni popolari che rappresenta.

Dopo oltre 50 anni di attività il gruppo può vantare innumerevoli esibizioni nell’ambito di manifestazioni isolane, nazionali e internazionali (Spagna, Germania, Svezia, Olanda, Eritrea, Brasile, Messico e tanti altri). Questa longeva attività è dovuta al fatto che il gruppo ha saputo garantire il ricambio generazionale del ricco patrimonio di tradizioni popolari samughesi, tramandando alle nuove generazioni l’arte del ballo sardo e delle altre tradizioni popolari.


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

L’abito tradizionale femminile è composto dalla gonna posteriore, sa chinta de palas, di orbace, ornata da trine e galloni, con una balza inferiore di seta verde (s’orrolu). La gonna anteriore come un grembiule, sa chinta ‘e nanti, sempre in orbace, è rifinita con la seta verde e presenta ricami geometrici o floreali.

La parte superiore presenta una bianca camicia finemente ricamata, chiusa da un corpetto, croppittu, e da un bolerino, su cipone, che può presentarsi con diverse fatture: bordato con raso di seta rosso in broccato, o bordato con raso di seta blu in damasco o terziopelo.

Il copricapo, tra i più particolari della Sardegna, è oggi composto da quattro fazzoletti intrecciati tra di loro, e in alcune varanti intrecciati sotto il mento.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

L’abito tradizionale maschile, rappresenta un abito di gala e in alcuni casi può essere indossato con su gabbanu (cappotto in orbace), o s’istia’e pedde, giacca in pelliccia di animale bovino o ovino. L’abito è composto dalle braghe in lino o cotone bianco, e dalla ricca camicia ricamata nello stesso materiale.  La parte superiore presenta inoltre un corpetto, su cosso, che diversamente dalla maggior parte degli abiti tradizionali maschili della Sardegna, è ornato da ricami policromi geometrici, e bordato di raso di seta blu.

Sa raga (gonnellino in orbace), copre la braga bianca, questa presenta plissettatura stretta e finemente ricamata in alcuni casi, nella parte superiore, che si apre a pieghe più larghe nella parte inferiore, bordata infine da velluto nero.


CURIOSITA'

Il paese di Samugheo si trova nella regione storica del Mandrolisai, zona caratterizzata da monti solitari e selvaggi e da una successione di gole, dirupi e imponenti pareti rocciose. Paese di indubbio fascino, sia per le tradizioni che ancora la sua gente conserva, come la produzione di manufatti tessili, il carnevale e la lavorazione del pane, sia per gli importanti reperti archeologici.

È opinione radicata che Samugheo derivi il suo nome, dalla antica chiesa di San Michele.

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