Gruppo Folk "Nuraghe" | Settimo San Pietro


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Folk "Nuraghe" di Settimo San Pietro è uno dei gruppi storici della Sardegna. Nasce nel 1964 dal volere dei coniugi Teresa e Domenico Ligas, i quali, appassionati ricercatori delle tradizioni di Settimo, a partire dal 1958 intervistarono persone anziane del paese, fecero ricerca collezionando tantissime foto d’ epoca, ove vi erano ritratti i settimesi in abito tradizionale, tutto questo proprio per avere delle solide basi per poi creare il gruppo.

Grazie alle loro ricerche il gruppo tramanda e porta nelle sfilate e processioni tutte le tipologie del vestiario tradizionale nelle sue più svariate forme in uso dalla metà del 1800 ai primi decenni del 1900.

Il gruppo folk, in tutti questi anni, è stato insignito di tantissimi riconoscimenti, in particolare medaglia d'oro a Nuoro nel 1993 e a Cagliari in occasione della festa di Sant’Efisio nel 1978, per la lunga e costante collaborazione nel tramandare e conservare le tradizioni della propria comunità.


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

L'abbigliamento femminile che merita una descrizione più dettagliata è quello attualmente più conosciuto con il nome inappropriato di abito da sposa, l’abito da gala per eccellenza, in sardo “Bistiri de velludu”, utilizzato dalla seconda metà dell’800 sino ai primi del '900 dalla classe sociale più abbiente, utilizzato in particolar modo in occasioni di matrimoni o per le grandi cerimonie.

L’abito è caratterizzato da una gonna in velluto di seta rossa con balza di broccato a fiori policromi, impreziosito da trine e passamanerie in filo d’oro, il grembiule a ventaglio sempre confezionato in broccato. La variante a “fordalinu” invece vedeva, una gonna realizzata interamente in broccato, la moltitudine di gioielli completava e arricchiva ancora di più l abito.

Il "Bistiri a scial'e seda", altro abito festivo, prende il nome per convenzione dal tipo di copricapo utilizzato (scialle in seta). Gli abiti della domenica erano caratteristici nei loro giubbini in seta a manica a sbuffo sul gomito. In uso da metà '800 fino ai primi del '900, l’abito era utilizzato dalla classe medio alta, in occasione di cerimonie come matrimoni, battesimi, eventi importanti come la festa "de sa candelora", le messe domenicali o patronali e in generale per le grandi occasioni.

Il "Bistiri a perra de canna" era l'abito della nubile, deve la particolarità alla lavorazione delle maniche inamidate e stirate a sonettu.

Il "Bistiri de abordau" deve il loro nome al tessuto con il quale veniva confezionata la gonna, un tessuto di cotone a righe rosse e blu. Con questa tipologia di gonna si poteva variare la plissettatura a cui poi si attribuivano dei nomi specifici. A Settimo prevaleva una plissettatura chiamata "a s' intrvedada" ossia a intervalli. A queste gonne si abbinavano diversi tipi di sciali, fazzoletti e giubbini e si dava modo di creare diverse tipologie d’abito. Particolare a Settimo l'abito a "muncadori mannu", con il giubbino a manica a sbuffo.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

Per quanto riguarda l'abbigliamento cerimoniale maschile, nel 1800 particolari erano i gilet confezionati con varie stoffe, quali sete, velluti operati (terziopelo). L’uomo indossava sempre l’immancabile "giacheta" o il più ricco "serenicu". 

La camicia ("cammìsa"), così chiamata, veniva confezionata con tela di cotone o di lino grezzo. Le camicie indossate con gli abiti di gala, venivano ornate con pizzi realizzati all’uncinetto o con ricami. Essi venivano applicati nel colletto, nei polsini, all’attaccatura delle spalle, le quali venivano arricciate, e spesso nella parte frontale. Venivano poi indossate le "ragas" di orbace, i calzoni in cotone o lino ("cratzonis de arroda"). Non poteva mancare a cingere la vita la cinta.


CURIOSITA'

Settimo San Pietro, il cui toponimo nel Medioevo era semplicemente Settimo, vede il suo primo insediamento umano nel Neolitico recente. Lo testimoniano i resti di quello che doveva essere il grandioso nuraghe a Cuccuru de Nuraxi ritrovati presso il colle. Il nome stesso è di origine romana, infatti “septimo ab urbe lapide”, che significa “presso la settima pietra miliare”; indicava la distanza che divideva Settimo da Karalis (Cagliari), ossia 7 miglia. Il territorio è fertile e ricco di attività agricole come la viticoltura e la granicoltura.

Nel 2016 nasce in memoria dei coniugi Ligas la casa-museo Ligas Uda, al cui interno viene custodita ed esposta una parte della grande collezione vestimentaria del paese. Si tratta di abiti originali riconosciuti e tutelati dal Ministero dei beni Culturali come unici per la loro completezza. Il museo e un punto di riferimento per tanti ricercatori dove si possono ammirare quelle che erano le diverse tipologie d’abbigliamento di questa comunità. Ancora oggi gli eredi Ligas continuano nella ricerca e nell’acquisto di diversi abiti ancora in possesso delle famiglie del paese.

TUTTI I GRUPPI FOLK PROTAGONISTI

Il nuovo shop con prodotti tipici della Sardegna

SardegnaLive mette in vendita una serie di prodotti tipici dell’Isola, scopri i cesti regalo, i prodotti per il corpo ed i gadget nel nostro shop online.

Scopri lo shop