Gruppo Folk "Monte Gonare" | Sarule


STORIA DELL'ASSOCIAZIONE

Il Gruppo Folk "Monte Gonare" di Sarule è attivo dal 2011 all’interno dell'Associazione Culturale "Maschera a Gattu” e quest’anno si è costituito come associazione culturale dotata di un proprio Statuto e senza scopo di lucro.

Il repertorio del gruppo folk ripropone fedelmente la musica e le danze popolari di Sarule “Sa Bicchirina”, “Su Passu Seriu” e “Su Mesu Passu”, rigorosamente eseguiti nella maniera più antica, tutti coreografati e accompagnati dal suono dell’organetto. Il costume di Sarule sfila nelle molteplici feste e sagre che animano l’Isola. Dal 2011 è una presenza fissa alla Sfilata del Redentore a Nuoro, ma non solo. Ha partecipato alle più importanti manifestazioni sarde: Sant’Efisio a Cagliari, La Cavalcata Sarda a Sassari, Il Matrimonio Mauritano a Santadi, La Sagra degli Agrumi a Muravera, Ittiri Folk Fest.

Nel periodo estivo balla e sfila nei diversi centri della Sadegna, e in autunno anima diverse località in occasione della manifestazione Autunno in Barbagia. Da quattro anni organizza a Sarule la Rassegna Costumi e Cavalieri nel mese di settembre, onorando la Madonna di Gonare.


ABBIGLIAMENTO FEMMINILE

L'abito tradizionale femminile di Sarule comprende:

- sa tivazzola, un copricapo di tela bianca nella variante da sposa e nera nell’abito da vedova, o su muccadore di colore marron;

- sa camisa, una camicia bianca di tela ricamata nel colletto e nei polsini;

- s’imbustu, un corpetto indossato sopra la camicia, decorato sul davanti con motivi floreali o in broccato nero nella variante da vedova;

- su zippone, un giubbino indossato sopra s’imbustu ricamato di panno rosso e velluto blu con maniche lunghe aperte all’interno;

- su odde de guresi, una gonna plissettata in orbace con balza in seta ricamata;

- sa varda, un grembiule di seta ornato con ricami

Unici elementi decorativi: i bottoni che uniscono i lembi del collo dalla camicia.


ABBIGLIAMENTO MASCHILE

L’abito tradizionale maschile di Sarule è costituito da:

- sa berritta, un copricapo lungo a forma tubolare in orbace nero ripiegato in avanti;

- sa cammisa, una camicia di tela bianca con ricami nel colletto e nei polsini;

- su zippone, un giubbino in panno rosso o velluto blu con maniche lunghe aperte all’interno;

- su carzone de ispicca, un paio di pantaloni bianchi di lino;

- su carzone de guresi, un gonnellino in orbace nero;

- sas carzasa, un paio di gambali anch’essi in orbace nero.

Può completare il costume tradizionale maschile di Sarule un gilet smanicato in pelle di agnello (sas peddes). Chiudono il collo della camicia i bottoni d’oro.

Foto Riccardo Meloni


CURIOSITA'

Sarule si trova nella Barbagia di Ollolai, alle pendici del Monte Gonare. I numerosi ritrovamenti del periodo nuragico attestano le origini prestoriche del paese. Il settore economico prevalente è quello agro-pastorale.

A Sarule, come in altri centri del Nuorese, le tradizioni si sono ben conservate: in tutte le feste permane un forte sincretismo religioso, che dona loro un grande fascino. Possiamo citare le sacre rappresentazioni pasquali con S’iscravamentu, o la festa di Sant’Antonio Abate in cui il rito religioso s’interseca armoniosamente con la tradizione dei fuochi e dei dolci tipici come su pistiddu. La patrona, Santa Lucia, è festeggiata con grande solennità il martedì successivo alla Pasqua. Alle manifestazioni religiose si affiancano quelle civili e la festa si chiude con canti, balli e gare di abilità a cavallo.

Grande festa è riservata a San Bernardino nella chiesa campestre omonima. Ma la più importante è quella della Madonna di Gonare, ora organizzata in collaborazione, non più come in passato ad anni alterni, da Sarule e Orani in cima al monte, dal 7 al 9 settembre, con grande partecipazione di fedeli da tutta l’isola. 

Il 25 marzo si celebra il tradizionale su pane ’e vintichimbe, in cui avviene la distribuzione gratuita, per voto ai pellegrini, del pane benedetto. Infine, il 28 maggio si commemora l’incoronazione della Beata Vergine di Gonare, dal 1972 patrona di tutte le Barbagie. Da alcuni anni, nel centro Sardegna, e così anche a Sarule, si organizza la manifestazione detta Cortes Apertas, in cui si mostrano ai visitatori manufatti e prodotti tipici frutto della laboriosità degli abitanti del luogo. La tappa sarulese si tiene a settembre, per l'occasione si da grande risalto ai meravigliosi tappeti, ai formaggi e agli ottimi dolci.

Molto sentito su Carrasecare, il Carnevale. Il travestimento tipico del luogo è Sa mascara a gattu, di cui si ha notizia fin dal 1850. Nel riproporla gli indumenti del vestiario tradizionale vengono usati fuori posto, o indossati al rovescio: la fascia delle gonne delle spose si mette in testa, le due gonne del costume vengono indossate rovesciate per nascondere la balza ricamata e assicurarsi l’anonimato; il tutto rappresenta una parafrasi scherzosa dei momenti principali della vita, nascita, unione e morte. La sera, il fantoccio del carnevale, Maimone, è bruciato tra gli effluvi di vino, e il ballo tondo locale, sa bichirina, chiude la festa.

Sarule ha dato i natali a personalità come Serafino Soro, giornalista degli inizi del Novecento; Salvatore Sini, autore della famosa poesia Non potho reposareAntonio Sini, poeta e scultore, vincitore di vari premi letterari con "La terra che non ride" (1965), scelto dal regista Giuseppe Finà per un cortometraggio a colori sulla Sardegna; Mario Cheri, notaio, senatore della Repubblica, già sindaco del paese; Giuseppe Pinna, consigliere provinciale e sindaco di Nuoro, deputato e padre di Gonario, tutti e due tra i più noti penalisti del foro di Nuoro; “De Gonare”, pseudonimo di Salvatore Sechi, pittore ancora operante a Sassari.

 

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