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Il presidente della Seconda Sezione del Tar di Cagliari Francesco Scano ha respinto il ricorso firmato dall’elettore Fabrizio Desogus contro la candidatura di quei consiglieri regionali uscenti che prima della presentazione delle liste avevano aderito tecnicamente a determinate formazioni politiche evitando la raccolta delle firme per le stesse, obbligatoria per quei partiti non rappresentati all’interno del Consiglio Regionale.
Il ricorso, depositato il 18 febbraio, era rivolto in particolare ai consiglieri regionali uscenti di Fi, Marco Tedde (che aveva aderito ad Energie per l’Italia) e Antonello Peru (che aveva aderito a Forza Italia Sardegna-Berlusconi per la Sardegna, secondo il ricorrente ricorrente formazione politica differente da Forza Italia Sardegna presente in Consiglio), del Pd Valerio Meloni (Sardegna in Comune con Massimo Zedda), del Partito Sardo d’Azione Paolo Luigi Dessì (Lega Salvini Sardegna) e di Fdi Gianni Lampis (che aveva aderito a Sardegna Civica). Il ricorso chiamava in causa anche la Regione Sardegna, che avrebbe applicato la legge elettorale in maniera “erronea”.
La richiesta avanzata da Desogus era che venissero dichiarate inammissibili le candidature a consigliere.
Nel corso dell’udienza di ieri, 21 febbraio, il ricorso è stato rigettato in quanto “inammissibile”.
Il Collegio, come si legge nella sentenza del Tar, ritiene di non dove procedere in quanto non ravvisa “provvedimenti immediatamente lesivi del diritto del ricorrente a partecipare al procedimento elettorale preparatorio per le elezioni regionali”.
“L’ammissione di una lista elettorale diversa dalla propria non lede in alcun modo il diritto del ricorrente a partecipare al procedimento elettorale preparatorio per le elezioni”.
“Del tutto inconferenti sono, poi, le leggi regionali richiamate in ricorso, che attengono alla fase amministrativa del procedimento elettorale e non possono, evidentemente, regolare il procedimento giurisdizionale di competenza esclusiva dello Stato”.

