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Una soluzione potrebbe risolvere l'impasse attuale riguardante la nomina dei nuovi manager delle ASL della Sardegna dopo la recente sentenza della corte Costituzionale, che ha bocciato due articoli chiave della legge 8 sulla riorganizzazione del sistema sanitario, che prevedeva il commissariamento di varie strutture sanitarie nell'Isola.
L'opinione legale richiesta dalla giunta potrebbe proteggere l'esecutivo da possibili azioni legali degli ex manager licenziati con il commissariamento e rassicurare sul fronte politico, nonostante il Partito Democratico rimanga scettico. I legali stanno lavorando per dissipare ogni dubbio in vista della riunione della giunta prevista per oggi, mercoledì 31 dicembre.
Attualmente, le aziende sanitarie sono gestite dai direttori amministrativi o sanitari nominati dai commissari decaduti. I legali consultati, secondo quanto si apprende, riterrebbero che i vecchi direttori generali licenziati non possano essere reintegrati, tranne Flavio Sensi della Asl di Sassari che ha fatto ricorso. Alcuni ex manager potrebbero tornare come nuovi dirigenti senza ostacoli.
Un'altra questione da affrontare è la nomina del nuovo assessore alla Sanità al posto di Armando Bartolazzi. Attualmente, l'incarico ad interim è della presidente Alessandra Todde, che non ha indicato tempi precisi per la scelta del successore.
DEPUTATO DEIDDA (FDI): "UN PASTICCIO GIURIDICO E POLITICO"
Nel frattempo l'opposizione di centrodestra va all'attacco. "In Sardegna è in corso un'operazione chiara: chiudere in fretta le nomine nella sanità entro il 31 dicembre per mettersi al riparo dalla responsabilità erariale, sfruttando lo scudo ancora in vigore fino a fine anno. - sostiene Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera - La risposta della Giunta non è assumersi la responsabilità di quanto fatto, ma correre a firmare atti prima della scadenza dello scudo, cosicché chi decide non risponda personalmente dei danni, i costi ricadano sulla Regione e quindi, in ultima analisi, sui cittadini sardi. È questo il punto politico: non pagano i responsabili, pagano i sardi".
Per il deputato di Fdi Salvatore Deidda, "Un assessore alla Sanità, già sottosegretario nel Governo Conte I e poi dimissionato, che guida un comparto nel caos. Abbiamo assistito a Asl decapitate e commissariate in modo così maldestro da subire l'impugnazione e il ribaltamento dei provvedimenti. Un pasticcio giuridico e politico che porta una firma chiara, ma che vede i Democratici sardi in una posizione di imbarazzante complicità o, peggio, di totale irrilevanza, non avendo mai condiviso questo percorso né in Giunta né informalmente. Prima di candidarsi a guidare il Paese, la sinistra dimostri di saper gestire almeno una Asl senza farsi bocciare i decreti dai giudici".

