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Con le elezioni politiche di quest'anno debutta la nuova legge elettorale. Si vota domenica 4 marzo, dalle 7 alle 23. Due le schede: rosa per la Camera dei Deputati, gialla per il Senato della Repubblica.
Entrambe sono divise in rettangoli: in quello superiore c'è scritto solo il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale; nel rettangolo o nei rettangoli sottostanti, sono riportati invece il simbolo della lista o delle liste che lo sostengono, con a fianco i nomi e i cognomi dei candidati (da un minimo di 2 a un massimo di 4) nel collegio plurinominale (cosiddetti listini bloccati), dove non è possibile esprimere le preferenze.
Tre i modi per votare: barrando il simbolo della lista prescelta, e il voto si estende anche al candidato uninominale (rettangolo superiore) collegato; apponendo un segno su un candidato uninominale, e il voto va anche alla lista o alle liste che lo sostengono; mettendo una croce sul candidato uninominale e una croce sul simbolo di una lista che lo sostiene, e il voto viene attribuito al partito prescelto.
Non è possibile il voto disgiunto. Se si vota un candidato uninominale e una lista a lui non collegata la scheda viene annullata.
Ogni scheda è dotata di un apposito tagliando rimovibile, “tagliando antifrode”, con un codice che sarà annotato al momento dell’identificazione dell’elettore. Dopo il voto l’elettore consegna la scheda al presidente del seggio. È il presidente che stacca il “tagliando antifrode” ed è il presidente che, dopo aver verificato la corrispondenza del numero del codice con quello annotato al momento della consegna della scheda, la inserisce nell’urna. Se il numero di codice è diverso il voto verrà annullato.
Vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione.
Per l’elezione della Camera possono votare i cittadini che alla data di domenica 4 marzo hanno compiuto diciotto anni; per l’elezione del Senato possono votare i cittadini che alla data di domenica 4 marzo hanno compiuto il venticinquesimo anno di età.