Quando il prof. Vincenzo Zencovich all'università parla ai suoi studenti dell'occidentalizzazione del sistema giuridico islamico, utilizza una metafora che ha per oggetto un pendolo. Un noto sistema di misura del tempo, che mette in evidenza l'avvicinamento all'occidente in alcune epoche e l'allontanamento in altre.

Il sistema islamico è un esempio dunque di incoerenza storica, che parrebbe ben prestarsi a descrivere anche la vita politica di un noto leader nostrano: Pier Ferdinando Casini. Compagno di merende di Gianfranco il Sopra-fini di cui abbiamo già detto, Pier ha sicuramente fiutato il pericolo dell'italicus, il quale si ripropone di lasciare alla finestra i piccoli partiti che non si assoceranno all'asse “Renzusconi”.

Cosi mentre il cavaliere di Ugo, a Cagliari, ci dice che non rottamerà nessuno, pare proprio questo l'intento che muove lui ed il suo alter ego dell'asse, i quali vorrebbero papparsi tutta la torta elettorale senza possibilità alcuna neppure delle briciole. Un sistema all'inglese dunque, dove dai tempi di Churchill, laburisti e conservatori si alternano al timone (anche se dopo Gordon, il sistema bipartitico ha avuto un ridimensionamento).

Cosi Pier, il quale dai tempi della grande balena bianca non molla lo scranno rosso di Montecitorio, temendo di rimanere a bocca asciutta e senza paghetta settimanale, dopo un periodo in cui ha provato a camparsi da solo, ha pensato bene di tornare a casa di papà Berlusca, che nel frattempo è diventato un nonno con la faccia rugosa.

Cosa faranno i suoi elettori? Non è dato saperlo, visto che Zurlì è in ferie. Ma è sicuro che questo solito teatrino al sapore di pendolo del prof. Zencovich non ci gioverà nel gradimento dei soliti sparvieri-investitori internazionali che avrebbero la saccoccia piena per poter investire nei nostri titoli. Cosi dopo gli eccezionali colpi di teatro dei soliti grilli dall'arena facile, le sparate sessuali del loro dittatore-leader accompagnate da un ridicolo impeachement per il nostro “Re”, le nostre casse continueranno a piangere.

Indovinate a chi toccherà asciugarne le lacrime?