Cagliari

Spaccio di droga in via Seruci, concluse le indagini della Mobile: catene, lucchetti e porte blindate nei bunker dei pusher

Le indagini hanno individuato la struttura del sistema con cui i sodalizi, spesso facenti capo a singoli gruppi familiari, mirano al controllo del territorio

Spaccio di droga in via Seruci, concluse le indagini della Mobile: catene, lucchetti e porte blindate nei bunker dei pusher

Di: Alessandro Congia


La Squadra Mobile di Cagliari, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Cagliari nella persona del Sostituto Procuratore dott.ssa Rossana Allieri,  ha avviato nel giugno 2014 un’articolata attività investigativa per debellare diffuse attività di spaccio di più sodalizi che operano nel quartiere di Is Mirrionis di Cagliari, con epicentro nelle palazzine di edilizia popolare della via Seruci, dove venivano spacciate settimanalmente rilevanti quantità di stupefacente eroina, cocaina e la mistura delle due droghe, nota con il termine speedball. L’insieme di questi gruppi, ciascuno dei quali, responsabile di separate attività di vendita, costituisce un sistema imperniato su accordi per la spartizione dei punti di vendita e prevede una spartizione degli orari e un comune sistema di vigilanza dei luoghi dello spaccio. 

Le indagini hanno individuato la struttura del sistema con cui i sodalizi, spesso facenti capo a singoli gruppi familiari, mirano al controllo del territorio per la prosecuzione ininterrotta delle attività di spaccio.  La sorveglianza  dei luoghi dello spaccio è affidata ad un numero variabile di soggetti che vigilano sull’arrivo delle pattuglie delle forze dell’ordine e per coordinare l’afflusso delle migliaia di acquirenti che settimanalmente affollano i luoghi dello spaccio. Il sistema prevede inoltre l’adozione di misure passive quali portoncini blindati, pesanti grate metalliche che ostacolano o impediscono i tentativi di irruzione e apparati di videosorveglianza per il controllo remoto dei punti di accesso. Le indagini hanno inoltre svelato che gli spacciatori adottavano il sistema di detenere piccoli quantitativi di stupefacente, sufficienti alle vendite per un ristretto arco orario, con il duplice scopo di profittare delle attenuanti previste e  per occultarlo o disfarsene più facilmente in caso di irruzione delle forze dell’ordine.

Le indagini, sviluppate con un combinato di intercettazioni telefoniche e ambientali e con apparati di videosorveglianza, abbinati a discreti servizi di osservazione, hanno  individuato i canali di rifornimento per mezzo dei quali i sodalizi si approvvigionano dello stupefacente.

Sono stati individuati come principali fornitori di sostanze stupefacenti, Andrea Farris, Cristian Viola, Alberto Partolino e Antonio Aramu che fungevano da veri e propri grossisti rifornendo pochi e fidati sodali.

In particolare il Andrea Farris si occupava della cessione  a Marco Mura e alla figlia Manuela Mura di quantitativi di sostanza stupefacente ovvero cocaina  che gli stessi destinavano alla vendita.

Cristian Viola e Alberto Partolino, cedevano cocaina a Fabrizio Mulleri il quale a sua volta riforniva ben 18 gruppi familiari dediti allo spaccio. Antonio Aramu, infine riforniva di cocaina  i fratelli Massimiliano e Francesco Frau, che gli stessi destinavano alla vendita.

I riscontri raccolti hanno fatto emergere gli  elementi caratterizzanti la struttura  associativa che accomuna i gruppi che operano nella via Seruci. Le indagini hanno riguardato il periodo temporale 2014/2015 con segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 55 persone, a vario titolo, per i delitti di cui agli artt. 73 e 74 DPR 309/90.

Nei giorni scorsi sono stati notificati gli avvisi di conclusione indagini nei confronti dei soggetti indagati. Nel corso dell’attività sono state sequestrate sostanze stupefacenti del tipo cocaina del peso complessivo di grammi 103,372, eroina per grammi 16,869, speedball per grammi 99,364 hascisc per grammi 0,01 nonché la somma in denaro contante di circa 20mila  euro.

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