Cagliari

Il ricordo del Vigile del Fuoco Bruno De Silvestri: “Era un palombaro dei nostri, anche dopo il congedo”

Sui social i tanti racconti di chi lo ha conosciuto e lo ha apprezzato come grande amico e compagno di lavoro

Il ricordo del Vigile del Fuoco Bruno De Silvestri: “Era un palombaro dei nostri, anche dopo il congedo”

Di: Alessandro Congia


“Ho avuto la fortuna di conoscere Bruno durante una gara di pesca subacquea, cui partecipavo con la squadra del Centro Sportivo di MariSardegna. Doveva fare il servizio militare. Era indeciso, ma ci volle poco a convincerlo di tentare di entrare in Marina Militare, partecipando al concorso di complemento. Lo fece ed entrò. Aveva già in mente di fare i salti mortali per entrare a Comsubin”. 

Lo scrive uno dei tantissimi amici del Capo Reparto dei Sommozzatori dei Vigili del Fuoco, Bruno De Silvestri, morto ieri sera a Porto Corallo, durante una delle sue tante immersioni nel suo amato mare: “Naturalmente ci riuscì, superando qualche ostacolo – scrive sempre Luciano su un post di un gruppo pubblico su Fa – era un subacqueo già formato, superò naturalmente il corso, diventando Ufficiale Palombaro. Fu destinato al Nucleo SDAI di Marisardegna e poi all'allora "Sottonucleo di Cagliari". Partecipò quindi al concorso "rs", ma non entrò in graduatoria. Decise di non proseguire e passò nei Vigili del Fuoco”.

Chi era Bruno De Silvestri 

Appassionato di Pesca Sub, un po' con la squadra di MariSardegna e poi con una squadra di Cagliari, vinse una serie impressionante di gare e trofei di pesca sub, tra cui  un campionato italiano di seconda categoria e quattro campionati italiani assoluti. Naturalmente fu "azzurro d'Italia" perchè numerose volte titolare nella "Nazionale di pesca" per i campionati europei e mondiali. 

Nel frattempo, con il Reparto dei Sommozzatori dei VV.FF. di Cagliari, fu insignito di medaglia d'argento al valor civile, per aver salvato la vita ad un giovane lanciatosi con la sua macchina nelle acque del porto, estraendolo, in apnea, mentre la macchina si inabissava, vestito com'era in tuta da lavoro, dopo aver sfondato il finestrino. 

“Bruno ha fatto la sua ultima immersione nell'abisso – prosegue il lungo post commovente - com'era abituato, in apnea, ma qualcosa lo ha fermato laggiù, a 47 metri. Palombaro dei nostri, nonostante la breve permanenza in servizio, Palombaro in ogni cellula anche dopo il congedo”.

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