Roma

Fiducia in Senato: 169 sì per Conte

Salvini attacca il premier in aula accusandolo di "poltronismo" e di subalternità all'Europa

Fiducia in Senato: 169 sì per Conte

Di: Redazione Sardegna Live


Anche il Senato ha votato la fiducia al governo Conte bis. Sono stati 169 i sì per il nuovo governo, due in meno del Conte I, 133 i no e 5 gli astenuti.

A Palazzo Madama si è consumato l'ennesimo duello fra il premier e il leader della lega Matteo Salvini, che ha attaccato Conte accusandolo di "poltronismo" e di subalternità all'Europa. "Non la invidio, presidente Conte-Monti, così come tanti colleghi che ho sentito - ha detto l'ex vicepremier -. Ormai si capisce quando uno ha un discorso che viene da dentro e quando deve leggere un compitino scritto a casa. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Monti e Renzi".

"Giuseppe Conte è semplicemente imbarazzante - ha proseguito Salvini -. Lo diceva il 7 agosto una persona (Matteo Renzi, ndr) che oggi voterà la fiducia. Io stasera chiamo i miei figli, parlerò a testa alta, con una poltrona in meno ma tanta dignità in più. Abituatevi a tante piazze come quelle di ieri - ha continuato il numero uno del Carroccio ricordando la manifestazione dei sovranisti ieri a Roma - siete minoranza nel paese ma anche all'interno dei vostri partiti". Ha poi aggiunto: "Non potete scappare all'infinito. Ci sono anche elezioni regionali". E in merito alle trattative nella maggioranza in riferimento a una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: "Chi prende un voto in più governa. Se voi andate avanti su questo tema raccoglieremo le firme. Con questa legge vogliono garantire l'inciucio a vita".

Il premier Conte ha così replicato: "Molte dichiarazioni sono rimaste ferme all'8 agosto. Con una certa arroganza qualcuno unilateralmente ha deciso di portare l'Italia alle elezioni da ministro dell'Interno e sempre unilateralmente e arbitrariamente di concentrare definitivamente nelle proprie mani tutti i poteri: pieni poteri. Se questo era lo schema, l'obiettivo e il progetto è comprensibile che tutti coloro che lo hanno ostacolato per senso di responsabilità e nel rispetto della costituzionesiano diventati nemici".

"Assegnare ad altri le proprie colpe non è da leader. Poi con calma nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane".

Durante il dibattito ci sono stati momenti di bagarre, specie quando la senatrice leghista Borgonzoni ha mostrato una maglietta che faceva riferimento ai fatti di Bibbiano. La seduta sospesa dalla presidente Elisabetta Casellati è ripresa poco dopo. 

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