Bortigiadas

Vertenza prezzo del latte in Sardegna. Emiliano Deiana: «Servono interventi che sostengono i pastori e che mirino al cambiamento, al rinnovamento e alla diversificazione delle attività e delle produzioni»

Il Presidente di Anci Sardegna: « Chi ha un cervello, qualche ruolo pubblico, ha il dovere di indicare una strada»

Vertenza prezzo del latte in Sardegna. Emiliano Deiana: «Servono interventi che sostengono i pastori e che mirino al cambiamento, al rinnovamento e alla diversificazione delle attività e delle produzioni»

Di: Antonio Caria


«Penso, senza essere smentito, di essere tra i non troppi esponenti politici che da anni dice che la “questione dei pastori” e in più in generale del mondo delle campagne sia centrale per il futuro della Sardegna. C’ero, giocando anche un qualche ruolo, ma quando nell’estate 2017, dopo una paurosa siccità, quando il foraggio costava un occhio della testa, dopo mesi di ritardi nei pagamenti comunitari - il Consiglio Regionale ha stanziato oltre 40 milioni di euro mentre il Movimento dei Pastori “assediava” il “palazzo».

Inizia così un post pubblicato su Facebook dal Presidente di Anci Sardegna e Sindaco di Bortigiadas, Emiliano Deiana, che ha voluto esprimere il suo pensiero sulla vicenda del prezzo del latte che ha portato, nella giornata di oggi, alcuni pastori a buttare il latte in strada, bloccando anche la Starda Statale 131 Carlo Felice all’altezza di Abbasanta.

«Ci siamo presi le critiche – ha aggiunto Deiana – molte legittime e di “prospettiva” - per aver mantenuto un canale aperto sia col Movimento Pastori, sia con le organizzazioni agricole. Chiunque avesse un briciolo di visione era chiaro che quei “40 milioni” non avevano senso se non avessero rappresentato un cambio di rotta di un sistema che si confronta con mercati globali, con un sistema di regole comunitarie, con un rapporto con gli elementi naturali e climatici determinante».

«Ci vogliono – ha proseguito – banalmente interventi che sostengono i pastori nell’acutezza di una crisi (due anni fa il prezzo del latte era a 1.20 euro; oggi è a 0,60 centesimi facendo uscire dal circuito economico del mondo pastorale - per parlare di soldi - circa 180 milioni di euro) e interventi che mirino al cambiamento, al rinnovamento e alla diversificazione delle attività e delle produzioni (che tutto sia “pecora” è tutto sia “pecorino romano” non credo sia la strada giusta)».

«Per tale motivo – ha sottolineato il numero uno di Anci Sardegna – era determinante iniziare una discussione collettiva sul nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2020-2027 per riconoscere il ruolo sociale - e quindi collettivo - del pastore, dell’allevatore, dell’agricoltore. Ed era soprattutto fondamentale investire sul ricambio “generazionale” nel mondo delle campagne: il nuovo insediamento deve essere la guida per il futuro; perché serve un ritorno “acculturato” alla terra e alle produzione come chiave economica e come elemento decisivo nella lotta alla desertificazione umana e sociale della Sardegna. Quando si protesta con quel grado di disperazione chi ha un qualche ruolo pubblico deve guardare alla protesta con attenzione; leggerne i segni, le parole, i silenzi».

«Però – ha rimarcato – chi ha un cervello, qualche ruolo pubblico, ha il dovere di indicare una strada; di prospettare delle soluzioni; di far rendere la complessità di un comparto nella giusta luce; di non alimentare fratture nel mondo economico, ma facendo dialogare gli elementi della catena: pastori, cooperative di pastori, piccoli industriali, grandi industriali, associazioni di categoria»..

«L’estate 2018 – ha concluso – ci ha insegnato almeno a me , che se risolvi un momento di crisi acuta, ma non hai una politica agricola con una prospettiva lunga non risolvi nulla. Naturalmente la mia vicinanza ai pastori è ovvia e non mancherà mai finché sarà pacifica e civile. Come è ovvia la mia lontananza siderale per quegli scriteriati che ricoprono ruoli pubblici e che per interessi miserabili soffiano sul vento della protesta».

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