Oristano

1.500 euro al mese in cambio di un euro: nella rete del Coemm 900 oristanesi

Ma come è strutturato e cosa fa esattamente il Coemm? A livello locale è organizzato in Clemm (Circoli locali etici mondo migliore), che hanno il compito di organizzare i cosiddetti salotti...

1.500 euro al mese in cambio di un euro: nella rete del Coemm 900 oristanesi

Di: Redazione Sardegna Live


Coemm (Comitato Organizzativo Etico Mondo Migliore); una sigla indicante un’associazione no profit sedicente promotrice di un mondo migliore alternativo dal punto di vista sociale, politico ed economico al servizio delle comunità locali. Siffatta associazione è stata fondata nel 2010 da Maurizio Sarlo, discente dei “maggiori saperi del nostro tempo, [e che n.d.r.]ha lavorato al Progetto 'Mondo Migliore' di cui COEMM International ne è espressione concreta” come recita il sito dell’associazione stessa.

Il Coemm ha avuto una crescita esponenziale finanche in provincia di Oristano, a partire dallo scorso mese di aprile, dove in un solo mese vi sono state più di 900 adesioni toccando oltre 70 comuni in alcuni dei quali, come Oristano e Terralba, sono presenti  più sedi.

Ma come è strutturato e cosa fa esattamente il Coemm? A livello locale è organizzato in Clemm (Circoli locali etici mondo migliore), che hanno il compito di organizzare i cosiddetti salotti solidali costituiti da 10 “persone ospiti” e un Capitano responsabile del gruppo, e di raccogliere 1,00 euro di donazione da ogni persona da versare in un apposito c/c intestato al Coemm con la promessa di un quid di 1.500 euro ad ogni membro dell’associazione. 

Dai numerosi video presenti in rete, alcuni dei quali parte di importanti servizi dei principali network nazionali, si apprende, oltre a quanto esposto finora, tra gli intenti dell’associazione, confermati anche da alcuni membri fuoriusciti residenti nell’oristanese, vi sarebbero applicazioni di medicina alternativa, realizzazione di Villaggi destinati ad essere “Isole di Esempio” per essere replicati dal più alto numero di soggetti possibile (Villaggi IDEMM), costruiti sia in Paesi in via di sviluppo che nei paesi industrializzati, progetti di agricoltura biologica.   

Orbene premesso che, in base alle disposizioni interne, nessun membro del Coemm può diffondere alcuna informazione circa le attività dell’associazione, posto che trattasi di un’organizzazione no profit, non tenuta al versamento delle imposte ed essendo i membri in numero di 150.000 c.a., gli introiti derivanti dalle donazioni delle “persone ospiti” ammontano a 150.000 euro mensili; sorge spontanea una domanda: Chi elargisce i 1.500 euro dei quid promessi da Sarlo e quale utile trae da questa elargizione? Inizialmente il progetto avrebbe dovuto essere finanziato  dalla White Tiger Wealth Management Ltd, tuttavia, il 4 novembre scorso il referente della suddetta, Maurizio Ricciardelli, comunicò la volontà di dissociarsi totalmente da ogni attività di consulenza nei confronti del Coemm. In seguito Sarlo ha annunziato pubblicamente che il suo progetto sarebbe stato finanziato da “uno dei più importanti gruppi finanziari al mondo”, tale NAEG Investment Company Pte. Ltd il cui sito è stato registrato, guarda caso, quasi contestualmente a quello del Coemm e presso la medesima società; la TUCOWS.INC. A tal riguardo, il Codacons ha commissionato uno studio sul gruppo NAEG, e attraverso la persona del suo vicepresidente ha dichiarato che il gruppo detiene un capitale sociale di 66 euro. Non si comprende, pertanto, come potrebbe sborsare 150.000 euro al mese per finanziare i quid promessi da Sarlo.

I fuoriusciti sardi dal Coemm affermano che nessuno ha mai visto un centesimo, e stante quanto sopra esposto appare improbabile un sviluppo della vicenda in altra direzione.

«Le motivazioni che hanno spinto tutti a far parte del progetto – spiegano ex scritti della provincia di Oristano a Sardegna Live - sono senza dubbio i 1.500 euro utilizzati come esca da codesta associazione per poter fare più proselitismo possibile. E certamente anche tutte le auspicabili ragioni politico sociali che 'il mondo migliore' offriva con l'intera attivazione del progetto... tutte utopie... andate in fumo una volta compreso la mancanza di tecnicità […]».

Il palesamento dell’irrealizzabilità, nonché de

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