In Sardegna

Aggressioni al carcere di Uta. “Poliziotti stanchi di subire in silenzio”

Il vice segretario regionale dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria scrive una dura lettera al Provveditore regionale

Aggressioni al carcere di Uta. “Poliziotti stanchi di subire in silenzio”

Di: Redazione Sardegna Live


Dopo l’ennesima aggressione avvenuta a Uta e denunciata di sindacati, il vice segretario regionale e consigliere nazionale dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria Fabrizio Floris dice basta: “I poliziotti sono stanchi di subire in silenzio”.

In una lettera inviata al provveditore regionale Antonio Galati, il rappresentante dell’USPP ripercorre quanto avvenuto anche recentemente. In particolare il 26 gennaio scorso “un Agente ed un Ispettore Superiore sono stati aggrediti, in maniera vile e senza pudore, ma soprattutto senza motivo alcuno da un detenuto che si era già reso colpevole di un’aggressione ad un altro poliziotto, colpito con due schiaffi al volto, il 3 maggio scorso, e che vanta sanzioni disciplinari col quale ha collezionato ben 670 giorni di esclusione dalle attività in comune, per non parlare delle numerosissime "am­monizioni". L'agente ha riportato lesioni guaribili in 15 giorni per le tumefazioni al volto e un brutto taglio interno al labbro superiore, mentre l'ispettore Superiore ha ricevuto una diagnosi di 30 giorni per una frattura al dito. Ci si aspettava un suo trasferimento fuori regione come si evince dalla circolare D.A.P. 3797/6152 del 28 settembre 2023 , ma nulla è successo” denuncia ancora Floris.

“Ci si chiede perché, appunto, le circolari del Superiore Ufficio, sono applicate solo quando lo si ri­tiene comodo e invece le si ignora palesemente quando si tratta di dimostrare la vicinanza al personale vittima di aggressioni – scrive ancora il rappresentante sindacale – Si è fatto riferimento alla su citata circolare, poiché, tutti sanno che a livello giurisprudenziale, le circolari istituzionali. fanno parte delle fonti gerarchiche del diritto e quindi, in mancanza di leggi o atti superiori che ne annullino l'efficacia e/o l'effetto, hanno appunto forza di legge”.

“Ora, se si fosse applicata la direttiva in questione, il detenuto sarebbe stato trasferito subito dopo aver dato gli schiaffi all'Assistente Capo Coordinatore in data 03/05/2024 e, sempre ora, non avremo due unità colpi­te, non solo fisicamente ma anche sulla loro dignità di poliziotti – rincara la dose il vice segretario regionale e consigliere nazionale dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria – Senza rimarcare il fatto che le assenze, ora, si protrarranno per lunghi periodi, dopo che anche altre unità sono fuori sevizio da tempo per delle aggressioni subite”.

“Se il trend dell'impunibilità rimarrà questo, si prevede a breve la presenza dell'esercito anche nell'istituto del capoluogo sardo per fronteggiare le assenze. Le persone colpite e ferite, illustrissimo Provveditore, sono Servitori dello Stato e, triste a dirsi, dallo stesso Stato non si sentono tutelati. Proprio quello Stato che, col rappresentante di turno, ha palesato, nelle cerimo­nie delle varie Forze dell'Ordine il suo amore verso il nostro corpo di polizia con lunghi discorsi densi di dolci parole e belle fotografie da dare in pasto alla stampa, ma a cui non sono seguiti i fatti, ma solo calendari. I poliziotti sono stanchi di subire in silenzio – tuona Floris – Stanchi di ascoltare promesse disattese. Stanchi anche di andare a votare convinti (e soprattutto illusi) che "ora con questo partito le cose cam­bieranno". Stanchi perché la convinzione, oramai, è che in politica, e nelle istituzioni, cambia il cantante ma la canzone rimane sempre la stessa. Stanchi dove, al minimo incidente, anziché sentire la vicinanza delle istituzioni e dei superiori perché si la­vora ormai quotidianamente sotto organico, devono preoccuparsi pure di subire azioni disciplinari, se non anche doversi. pagare un difensore, cosi la colpa non è della mal gestione, ma del povero malcapitato... per­ché vale il principio del mors tua vita mea”.

“Sig Provveditore, come si è avuto modo di sentire da più poliziotti, questa stanchezza, partorirà a breve se­gni di protesta da parte del personale e, per iniziare, questa sigla interrompe ogni trattazione sindacale con la direzione e promuoverà ogni attività volta ad aiutare i colleghi aggrediti per un azione legale a tutela dei loro diritti anche per il risarcimento del danno subito. I suoi poliziotti , Esimio signor Provveditore (perché questa nota è frutto della loro voce) restano in  trepida attesa di un Suo deciso segnale” conclude.

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