In Sardegna

Chiusura ambulatori: braccio di ferro fra Asl e sindaci dell'Anglona

La polemica dopo la decisione della Asl di chiudere i servizi Ascot a Chiaramonti, Laerru, Bulzi e Martis. Pinna: "Serve soluzione urgente. Ecco gli errori della Asl..."

Chiusura ambulatori: braccio di ferro fra Asl e sindaci dell'Anglona

Di: Giammaria Lavena


Emergenza sanitaria in diversi Comuni dell’Anglona, dove dopo le recenti comunicazioni della Asl di Sassari i rispettivi sindaci lamentano disagi e mancata assistenza medica ai cittadini, soprattutto per la fascia anziana della popolazione. Uno scenario che ha iniziato a delinearsi già a partire dal mese di marzo, quando in un primo comunicato la Asl riferiva dell’imminente diminuzione delle ore settimanali (da 12 a 5) del servizio Ascot (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriale) in concomitanza con l’attivazione del servizio di due medici di Medicina Generale per l’intero ambito 1-5 – di cui fanno parte anche i Comuni di Chiaramonti, Laerru, Bulzi e Martis – presso il territorio di Perfugas. 

“Provvisoriamente – si legge nel comunicato datato 22 marzo – l’attività dei due medici verrà integrata con quella già in essere dei medici del servizio Ascot, le cui ore verranno ridimensionate per un totale di 5 ore ciascun Comune, dopo una accurata analisi del numero degli assistibili aggiornato alla data odierna pari a 1.095”. La Asl ha poi precisato: “L’attività del servizio Ascot sarà rivolta principalmente ai pazienti più fragili e che beneficiano dell’ADI”, chiarendo che “la sua durata dipenderà dal completo trasferimento e presa in carico degli assistibili da parte del Dott. Piana e del Dott. Finà”.

Nelle settimane successive si è attivato il dialogo fra Asl e amministratori locali, nel quale questi ultimi denunciavano le difficoltà nel gestire una situazione già di per sé critica (visto che tali Comuni erano già sprovvisti di medico di base). Una “battaglia” che, fra gli altri, ha portato avanti il sindaco di Chiaramonti, Luigi Pinna, che negli ultimi mesi ha più volte chiesto soluzioni alternative, esprimendo iniziale e crescente preoccupazione per le decisioni adottate. “Tali decisioni – scrive Pinna in un comunicato del 2 aprile scorso – hanno un impatto diretto e significativo sulla continuità e l’accessibilità dell’assistenza sanitaria per i cittadini dell’ambito 1.5, specialmente considerando la composizione demografica del Comune di Chiaramonti, dove il 29,8% della popolazione è over 65 e l’11,8% over 85”.

Secondo il primo cittadino, in sostanza, “la riduzione delle ore minaccia di aggravare le condizioni di chi già si trova in situazioni di fragilità”. Inoltre, Pinna sottolinea ancora come tale situazione “imponga ai pazienti la necessità improvvisa di selezionare un nuovo medico di base e di recarsi a Perfugas sia per la selezione che per accedere alle prestazioni ambulatoriali”. Problematica “aggravata dal fatto che numerosi cittadini potrebbero trovarsi nell’impossibilità di viaggiare, rischiando di rimanere privi delle indispensabili cure mediche”.

La richiesta del primo cittadino di rivedere la decisione sulla riduzione delle ore non ha trovato però riscontro positivo, dopo che la Asl ha chiarito come l’attività degli ambulatori Ascot venga meno “nel momento in cui, negli ambiti territoriali carenti, vengono assegnati gli incarichi di titolarità”.  L’azienda sanitaria ha quindi specificato che, col conferimento degli incarichi, i due nuovi medici “possono acquisire complessivamente 2.000 assistiti”, precisando come la scelta di operare esclusivamente nel territorio di Perfugas sia stata adottata da questi ultimi nonostante la richiesta della direzione sanitaria di “aprire l’ambulatorio anche in altri Comuni dell’ambito”.

La “mazzata” finale, per i Comuni coinvolti, è arrivata pochi giorni fa, quando la Asl ha comunicato “la chiusura degli ambulatori Ascot a far data dal 3 giugno”. “Quanto suddetto – afferma l’azienda – nasce dall’analisi dei dati relativi al numero di assistibili pari a 983 utenti privi di medico di Medicina Generale e la recente assegnazione di due incarichi di titolarità dal 1 aprile dei dottori Piana e Finà, che – spiega ancora – hanno un massimale di 1.000 pazienti ciascuno che garantirebbe la presa in carico della totalità degli assistibili”. Con tale decisione la Asl, sostanzialmente, si pone come obiettivo quello di “facilitare la scelta in favore del Dottor Piana e del Dottor Finà”.

Ancora Luigi Pinna, in un comunicato rivolto ai cittadini, non ha mancato di esternare il proprio disappunto per l’evoluzione della vicenda: “Decisione presa per obbligare i pazienti a scegliere i medici che attualmente hanno l’ambulatorio a Perfugas – commenta –. Una comunicazione arrivata in modo freddo e in sordina, nel tardo pomeriggio di venerdì 31 maggio, senza considerare le gravi conseguenze per i pazienti più fragili. Ormai – aggiunge – le persone si devono curare a distanza con un mero invio di ricette su WhatsApp e non più con un contatto diretto tra medico e paziente. Non hanno considerato un’altra cosa: a luglio dovrebbe esserci un altro pensionamento di un medico di medicina generale che ha più di 1.500 pazienti. Di conseguenza, i due medici che stanno facendo ambulatorio a Perfugas non avranno spazio a sufficienza per prendere in carico i pazienti del suddetto medico”.

Ieri, 3 giugno, primo giorno di chiusura degli ambulatori, la Asl ha pubblicato un ulteriore comunicato “in merito agli articoli apparsi sugli organi di informazione”, sottolineando come “le notizie non corrispondano al vero”. “La Asl di Sassari – si legge – dall'inizio del mese di aprile ha comunicato ai sindaci dei Comuni interessati la presa in servizio di due nuovi medici di medicina generale, che attualmente hanno 120 assistiti il primo e 68 il secondo, con ancora una disponibilità di oltre 1.800 posti all'interno dell'ambito 1.5. Gli Ascot vengono attivati dalla Asl per garantire i livelli minimi di assistenza per gli assistibili privi di Medico di Medicina generale. Quest'ultimo è un presupposto fondamentale per la loro attivazione, che decade nel momento in cui viene assegnato un incarico di titolarità, come nel caso dei due medici Piana e Finà. A seguito di due mesi sono ancora 983 gli utenti privi di medico, che rientrano abbondantemente nei 1.800 disponibili”.

In un comunicato odierno, ancora il sindaco di Chiaramonti ha contestato le affermazioni dell’azienda, parlando di “contraddizioni e tempistiche inadeguate”. “La Asl ha dichiarato che le notizie di chiusura non corrispondono al vero, ma il 31 maggio ha confermato la chiusura degli ambulatori Ascot dal 3 giugno”. Pinna ribadisce ancora “l’evidenza di una copertura incompleta”. “Anche se affermano che tutti i residenti hanno copertura, attualmente ci sono ancora 983 utenti privi di medico”, precisa. “I nuovi medici – aggiunge il primo cittadino – hanno scelto di aprire i loro ambulatori a Perfugas. Questo non risolve i problemi per i residenti di Bulzi, Chiaramonti, Laerru e Martis, specialmente per gli anziani che non possono spostarsi facilmente. Oggi, due persone ultraottantenni mi hanno visitato disperate, non avendo ricevuto alcuna informazione sull’interruzione del servizio. La Asl non ha considerato la conformazione del nostro territorio e la mancanza di collegamenti tra i Comuni. Questa situazione – conclude Luigi Pinna – richiede una soluzione urgente e concreta per garantire l’accesso ai servizi sanitari di base, specialmente per i più fragili”.

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