In Sardegna

Allarme rifiuti sulle spiagge sarde. La denuncia di Legambiente

Sarebbero mediamente 505 i rifiuti ogni 100 metri lineari. ""Cattiva gestione dei rifiuti urbani e inciviltà di alcuni soggetti dannose per il litorale e il mare stesso"

Allarme rifiuti sulle spiagge sarde. La denuncia di Legambiente

Di: Giammaria Lavena


Tramite un'indagine scientifica, Legambiente ha fornito dei dati poco confortanti sulla presenza di immondizia sulle spiagge sarde; sarebbero in media 505 i rifiuti ogni 100 metri lineari. Grazie all'impegno dei volontari, sul territorio isolano sono state monitorate in totale otto località. Si tratta delle spiagge di: Giorgino a Cagliari, 17 ad Arborea, Sassu a Santa Giusta, Poltu di la Rena, Ampurias e La Madonnina a Castelsardo, San Giovanni a Posada, e Scivu nella Costa Verde di Arbus.

Nell'area campionata (41.300 metri quadrati in totale), i rifiuti censiti sono stati 4.030. La plastica, spiega l'associazione ambientalista, "continua a essere il materiale più presente all'interno degli arenili sardi, pari al 93,2% del totale dei rifiuti rinvenuti, seguita da vetro/ceramica (2,7%) e frammenti tessili (1,1%). In particolare, parliamo per il 26,6% di pezzi di polistirolo (tra i 2,5 cm e i 50 cm) e pezzi di plastica (tra i 2,5 cm e i 50 cm) per il 22,8%, di tappi e coperchi per l'8%, di altri oggetti di plastica/polistirolo identificabili ma non in lista per il 5,8% e di pezzi di plastica dalle dimensioni maggiori di 50 cm per l'1,5%; tutte tipologie di oggetti di plastica presenti nella top 10 dei rifiuti censiti".

"Ancora una volta gli studi portati avanti mediante il Beach Litter hanno evidenziato come la cattiva gestione dei rifiuti urbani, insieme all'inciviltà di alcuni soggetti, sia pericolosa per il litorale e il mare stesso - denuncia Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegna - sono ancora troppe le plastiche monouso abbandonate, le cicche di sigaretta e i prodotti per l'igiene personale ritrovabili nelle nostre amate spiagge. È giunto il momento che l'Italia recepisca quanto prima la direttiva europea sulle plastiche monouso, consolidando il proprio impegno ambientale mediante politiche plastic free e l'adeguamento dei punti di raccolta differenziata troppo spesso assenti o insufficienti per garantire una efficiente raccolta dei rifiuti prodotti dai fruitori delle nostre spiagge".

E conclude spiegando l'importanza di un intervento, sul piano legislativo, "anche attraverso l'approvazione della Legge Salvamare, che consentirebbe ai pescatori di riportare a terra i rifiuti pescati accidentalmente: il disegno di legge, approvato lo scorso ottobre alla Camera, è completamente fermo al Senato, in Commissione ambiente, sottraendo tempo prezioso al recupero dei rifiuti affondati, il 70% di quelli che finiscono in mare, con danni alla biodiversità e all'economia della pesca. Servono, insomma, passi avanti nella leadership normativa in contrasto al marine litter".

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