Cagliari

Carlo Mascia: “I miei ragazzi speciali della Polisportiva Olimpia Onlus? Tutti negativi al Covid, riprendiamo più forti di prima”

Prima società sportiva italiana ad aver eseguito i test Covid-19 per poter iniziare nuovamente a lavorare in serenità e sicurezza

Carlo Mascia: “I miei ragazzi speciali della Polisportiva Olimpia Onlus? Tutti negativi al Covid, riprendiamo più forti di prima”

Di: Alessandro Congia


“Non potevamo certo rimanere ancora per molto tempo a casa, ed ecco che come le grandi squadre di categoria, per il proseguo della nostra intensa attività, abbiamo organizzato grazie ad una supporter che ci segue da anni, Simona Buono, la possibilità di poter ottenere per ogni nostro associato il tampone e il test Covid-19 in modo tale da poter avere quel “Passaporto Sanitario” che ci possa dare la certezza di poter continuare la nostra attività in perfetta sicurezza e armonia”.

Così Carlo Mascia, coach – animatore dei ragazzi ed atleti speciali della Polisportiva Olimpia Onlus: questa mattina dalle ore 10 sino alle ore 13 tutti e 18 atleti del sodalizio di Cagliari e del Sarrabus accompagnati dai loro genitori e parenti, si sono recati presso lo Studio Medico in Via Pergolesi 72 del dottor Gian Luigi Piras per poter eseguire i test Covid-19.

“Uno ad uno tutti si sono sottoposti alle diverse misurazioni – dice Mascia - temperatura, pressione del sangue e test Covid senza nessuna remora tranne che quando è arrivato il momento del buchino sul dito. Tutti i componenti delle due realtà sarde sono risultate negative e da mercoledì tutta la squadra inizierà la sua attività sportiva e di inserimento sociale con la consapevolezza di partire con una certezza e senza il dubbio di poter dare agli altri la sicurezza di non essere contagiati ne contagiosi”.

L’attività ordinaria rivolta agli atleti della Polisportiva Olimpia Onlus ha consistito in tutti questi anni alla  presa in carico a domicilio dei singoli attraverso uso di macchina o pulmino societario ed avviamento agli impianti per le attività previste (due discipline praticate al giorno. La presa in carico giornaliera prevede pertanto anche la somministrazione di pasti agli atleti fuori dal proprio contesto domiciliare. Per scelta i pranzi sono consumati all’interno di esercizi commerciali pubblici dove gli atleti non solo possono fruire sempre di un pasto di qualità e completo (cosa che per ristrettezze economiche non sempre avviene all’interno dei loro contesti domestici) ma anche di vivere momenti di vita collettiva, socializzando con gli altri cittadini, senza vergognarsi o sentirsi discriminati per la loro condizione di disabilità. In questo senso i beneficiari migliorano tratti come l’autostima, sicurezza di sé e proprie capacità relazionali. Oltre all’attività sportiva è stato inoltre avviato un corso di alfabetizzazione con la Scuola Petrarca al fine di dotare i beneficiare delle competenze di lettura e scrittura di base. Infine, estendendo le attività anche in orario serale e nei fine settimana, è possibile avviare attività di socializzazione come per esempio: visione trasmissione sportive nei bar, visione di film, cene collettive con genitori e amici, assistere dal vivo a partite di calcio, pallacanestro, rugby etc.

Partecipazione a tornei sportivi nazionali/internazionali

Un aspetto particolare delle attività promosse è la partecipazione degli atleti a tornei/manifestazioni sportive a carattere nazionale ed internazionale. Sempre grazie alla leva dello sport,i beneficiari delle attività, possono prendere parte a queste trasferte fuori della loro Regione. Queste rappresentano una vera occasione per testare i loro percorsi sportivi e di autonomia. Oltre al confronto con altri atleti, e alla possibilità di stringere relazioni amicali con loro, hanno infatti la possibilità di mettersi alla prova lontani da casa in un format che prevede la presenza di soli due accompagnatori responsabili del gruppo (mediamente 8 atleti per volta). Senza l’apporto dei loro familiari quindi devono provvedere da soli (auto-mutuo aiuto) a piccoli gesti di autonomia quotidiana, nonché di conoscere autonomamente il mondo senza il filtro di figure genitoriali a volte troppo spesso presenti anche per indirizzare le coscienze dei loro figli. Le trasferte sono anche l’occasione per “responsabilizzare” i beneficiari quali ambasciatori della loro regione.
Particolare rilevanza rivestono le trasferte intercontinentali come quella realizzata l’anno scorso per la “Brasile No Limits 2019” che si è svolta dal 14 al 21 aprile 2019. 

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