Ottana

Si è spenta all’alba dei suoi 100 anni tzia Giovanna Zedde di Ottana

Ha chiuso per sempre gli occhi con l’amore nel cuore

Si è spenta all’alba dei suoi 100 anni tzia Giovanna Zedde di Ottana

Di: Roberto Tangianu - Foto di Laura Mele


Si è spenta all’alba dei sui 100 anni tzia Giovanna Zedde di Ottana. La giornata di domani, venerdì 22 maggio, sarebbe stata caratterizzata dalla grande festa in onore della nuova centenaria di Sardegna, ma il destino ha voluto che tzia Nanna, così era chiamata a Ottana, si spegnesse per sempre proprio il giorno prima del suo compleanno.

Ha chiuso gli occhi con l’amore nel cuore. La sera prima di morire, come raccontano le nipoti, ha cercato ancora una volta suo marito, Battista Lai, morto nel 2007 all’età di 97 anni. Il loro è stato un amore folle, di quelli che scaldano il cuore e che fanno venire i brividi anche nel sentirne la storia. I genitori di tzia Giovanna, infatti, volevano darla in sposa a un altro uomo, ma lei con fermezza e determinazione si rifiutò categoricamente minacciando il padre e la madre di negare il matrimonio davanti all’altare, alla presenza di tutti. La sua forza d’animo la portò per sempre tra le braccia dell’uomo che aveva sempre amato e voluto con tutta sé stessa.

Da quell’amore sono nati 6 figli e i nipoti che sono sempre stati vicini alla loro nonna. 

Tzia Nanna recitava il rosario in latino e nella sua casa la televisione rimaneva sempre accesa. Tutti ricordano la sua totale dedizione alla famiglia e la grande bontà d’animo. Con il poco che c’era in frigo lei era sempre pronta a preparare il pranzo per tutti e in tavola non poteva mai mancare il formaggio. 

Il lavoro ha caratterizzato la sua vita. Preparava il pane, trasportava il grano per produrre la farina e si recava nel fiume per lavare il bucato. 

È sempre stata una donna che ha goduto di piena salute e all’età di 80 anni, quando è stata male e si è ritrovata in ospedale, ha scoperto di essere nata con un solo rene.

A chi le chiedeva quale fosse il segreto per vivere così a lungo rispondeva che andava ricercato nelle erbe di campagna che alle nipoti ricordava ed elencava in modo scrupoloso: “costa inucreddu, isparalu, irmulanza e nastruzzu”. 

Una delle immagini più belle di tzia Nanna, per chi l’ha conosciuta, rimarrà per sempre quella che la vede accanto al marito davanti al camino acceso: nel segno di un amore che non è mai venuto meno. 

Domani sarebbe dovuto essere un giorno di festa a Ottana e invece, sarà il giorno dell’ultimo viaggio per tzia Giovanna. Il suo ricordo, però, non morirà mai nei cuori di chi le ha voluto bene e di chi ha condiviso parte di vita con una donna che ha saputo tracciare un cammino ricco di significato nel corso della sua esistenza.  

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